Gli inutili

Più passa il tempo e più mi convinco che il più grande problema del III millennio sia l’esistenza degli inutili. Non che il fenomeno sia nuovo, in realtà, nazi è molto antico. Dante li chiamava ignavi e non per caso li mandò all’Inferno. Gramsci li chiamava indifferenti e gli dedicò un’invettiva. Ma al di là degli storicismi il succo è sempre quello:

L’INUTILE E’ LA PIAGA SOCIALE PEGGIORE DELL’UNIVERSO

L’inutile è il cancro della società, lo è per una serie di motivi:

  1. È il freno del progresso. L’inutile è l’emblema della staticità, dell’impossibilità dello sviluppo del pensiero, della critica e dell’evoluzione umana in generale;
  2. È un falso, neanche troppo d’autore. L’apparente neutralità è solo un feticcio, nel quale, vuoi consapevolmente o inconsapevolmente usa per potersi poi vendere al più forte;
  3. È il miglior alleato che il politicamente corretto possa avere, grazie  alla sua tendenza gesuitica di mettere il Diavolo e l’Acqua Santa insieme col suo qualunquismo da quattro soldi.
  4. E’ uno stupido, anzi, peggio che uno stupido, un coglione. Pertanto è il miglior alleato degli stupidi.

Questo e molti altri sono i motivi per disprezzare l’inutile. Esso va combattuto non tanto per il fatto di essere tale (ognuno è imperfetto, per il disegno divino) ma per i danni che esso può produrre al resto dell’umanità.

L’inutile è infatti una minaccia per l’uomo civilizzato, e questo lo rende molto simile allo stupido. Carlo Cipolla era uso sostenere che lo stupido è la persona più pericolosa che esista, peggiore dei banditi, perchè almeno i banditi seguono una ratio, lo stupido no, e quindi per un razionale risulta impossibile fermarlo. Ma egli non poteva sapere che oltre gli stupidi ci si sarebbe dovuto guardare anche dagli inutili. Con la sua ignavia e la sua farloccaggine esso ha aperto le porte alle peggiori porcherie che la civiltà moderna conosca.

Prendiamo una scuola qualsiasi dell’Italia. Ora, mettiamo che in questa scuola ci sia un ragazzo che viene bullizzato da un suo compagno. Il ragazzo ha allora due opzioni: o si suicida o reagisce. Ebbene sia nel primo che nel secondo caso l’inutile è colui che a prescindere darà la colpa al ragazzo di quello che subisce. Se il ragazzo si suicida la colpa è sua perchè evidentemente, secondo i suoi standard, era una povera mammoletta. Se però decide di reagire la colpa è sempre sua perchè rinunciando al suo status di vittima è automaticamente passato dalla parte del torto.

Prendiamo invece un tizio qualunque che subisce un furto per strada. Per l’inutile pensiero la colpa è ovviamente del derubato, perché ha osato incamminarsi per i sentieri sbagliati. Se però il furto lo subisce in casa e la vittima si difende tirando una schioppettata nel culo al delinquente, ecco arrivare l’inutile col ditino puntato ad accusarlo di omicidio.

Non pretendiamo poi di discutere con lui di storia o geopolitica. Per l’inutile il terrorista palestinese e il soldato israeliano sono la stessa cosa perché bla…bla…bla…bla; il fascista e l’antifascista sono la stessa cosa perché miocugginomihadettocheunavoltaeramorto bla… bla… bla… eccetera eccetera; Salò e la Resistenza sono la stessa cosa perchè trantaquattrotroieandaronotrotterellandosullaminchiadituasorella…bla…bla…bla…eccetera eccetera.

Questa è la genealogia dell’inutile, uno che per andare appresso al proprio malato gesuitismo fa un ragionamento neanche binario, ma analogico e monotono: non esiste il bene, non esiste il male. Esiste solo il bene o solo il male.

Tutto questo ragionamento, così apparenetemente nobile e imparziale, ha in realtà un unico e solo obiettivo: disarmare culturalmente l’avversario e trasformare la società in una cloaca di mezze seghe deboli e manipolabili.

L’inutile infatti per far valere la propria forza fa sempre leva sul senso di colpa, non tanto del carnefice, quanto della vittima. Se lo stupido infatti è colui che guida contromano in autostrada e si incazza se gli confiscano la patente, l’inutile è quello che parcheggia la macchina davanti all’idrante per impedire ai pompieri di spegnere l’incendio. Perchè i pompieri e i piromani sono la stessa cosa, secondo lui. Così come i topi d’appartamento e i vigilantes, i vaccinisti e gli anti-vaccinisti, eccetera eccetera eccetera.

Ricapitolando, l’inutile è un animale sociale pericoloso per l’incolumità stessa della società per tre motivi:

  1. La sua ignavia è portatrice di malcostume e di prepotenza;
  2. Un paese popolato da inutili porterebbe al dominio sempre maggiori di inutili nella vita sociale del paese, provocando danni facilmente immaginabili;
  3. L’inutile è il miglior alleato dello stupido.

In sintesi, con gli inutili al potere la catastrofe è assicurata. Anzi, è già in atto. Meglio essere faziosi e spudoratamente tifosi di una parte. Almeno in questo caso si può vantare un briciolo di onestà intellettuale.