Il buonismo digitale

 Quando si parla di “buonismo” lo si utilizza sempre  con un significato univoco, ossia per definire una mentalità in genere favorevole agli immigrati, soprattutto clandestini. Ma in realtà questa è una definizione riduttiva, vincolata solo a un determinato fatto. Non esiste solo il buonismo stile no-borders, ne esistono parecchi altri.

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Outing

Mi sono sempre definito un antimonarchico. Sarà per via delle tradizioni di famiglia (tutte fieramente anti-monarchiche); sarà perchè sono una testa calda, ma non ho mai tollerato l’idea che sopra di me ci sia un tizio con la testa coronata che decreti cosa fare o non fare, cosa e giusto o non è giusto.

Ecco perchè sono contro i sovrani. Sia che essi si chiamino Savoia, sia che essi si chiamino Popolo.

Operazione Gazai Freedom

Allora. Siccome siccome mi sono rotto i coglioni di tutte queste puttanate che si leggono in giro sul webbe in merito al conflitto israelo-palestinese, che vorrebbero che le cause del terrorismo internazionale siano tutte colpa di Israele, che non sarebbe altro che un progetto dei perfidi neocon che hanno volutamente destabilizzato il Medio Oriente per perpetrare il caso perenne a danno dei poveri innocenti del resto del mondo.

Si potrebbe ricordare a lorsignori che i neocon negli anni ’40 ancora non esistevano e che prima di Israele non esisteva neanche Domenica 5, ma non credo che si possa accusare Israele anche di questo, o sbaglio?

Ma a parte questo, andiamo al punto e affrontiamo una volta per tutte questa stronzata.

Ammettiamo per un secondo che la teoria sia vera, sarà sufficiente far sparire Israele. Ma come? Non puoi fare scomparire uno stato semplicemente schioccando le dita o agitando la bacchetta magica. E non puoi farlo scomparire manco a colpi di risoluzioni internazionali, perché a meno che non mandi i caschi blu a far rispettare “la legge” quello stato potrebbe fregarsene bellamente.

E allora che si fa?

L’esperienza storica ci dimostra che dall’età della pietra, l’unico modo per far sparire uno stato è dichiarargli guerra. Una guerra “umanitaria”, in questo caso. Un po’ come quella combattuta da D’Alema in Kossovo o Bush in Iraq.

Benissimo. Immaginiamo allora che si costituisca una “coalizione dei volenterosi” col compito di bombardare Israele e smantellare il suo apparato. Si aprirebbe quindi una guerra, la cui fase sarà, con elevate probabilità, lunga e sanguinosa. Perchè l’esercito israeliano non è come l’esercito iraqueno o come quello libico, è molto meglio addestrato e ampiamente equipaggiato, non è quindi neanche detto che perda la guerra.

Ma ammettiamo anche che la “coalizione dei volenterosi” riesca a invadere Israele, occupare la capitale, arrestare Netanyahu e processare l’intero governo per crimini contro l’umanità (la famosa Norimberga contro Israele che tanti finissimi intellettuali vorrebbero). Vengono tutti condannati a morte per impiccagione, ai palestinesi viene riconcessa tutta la terra “sottratta” e Israele è finalmente smantellato.

Tutto bene? Tutti felici? Tutti contenti? No. Perchè dopo aver portato avanti questa brillante operazione militare che ha esportato la giustizia e i diritti umani, e sconfitto un pericoloso regime terrorista ecco che ricomincia il casino. Un casino, al cui confronto la destabilizzazione provocata dagli interventi in Afghanistan e Iraq sembreranno pruriti nel fondoschiena.

Innanzitutto, si creerà un vuoto di potere. Ma come? Non ci sarà lo Stato Socialista Palestinese Rosso come il Sol dell’Avvenire? No, perchè lo statuto di Hamas, e dell’OLP prima di lui, non è mai stato quello di creare uno stato palestinese, ma di distruggere Israele. Quindi no, non ci sarà nessuno stato palestinese, anche perchè gli stessi “fratelli arabi” sarebbero i primi ad impedirlo.

Avremmo innanzitutto la Siria che correrà a mobilitare le truppe per riprendersi il Golan. A quel punto, la Giordania e la Turchia, preoccupati dell’espansionismo della Siria (cooptato dagli iraniani) inizieranno anche loro a rivendicare parte dei territori, e il clima potrebbe farsi ancora più scottante se entrassero in gioco anche l’Egitto e l’Arabia Saudita, preoccupati a loro volta di un espansione sciita da est.

Inoltre, si aprirebbe un pericoloso e micidiale conflitto etnico e religioso, che vedrebbe coinvolti da una parte i sunniti e gli sciiti che se la darebbero di santa ragione e dall’altra, tra arabi ed ebrei. Il terrorismo riesploderebbe con ancora maggior potenza e saremmo quindi punto ed accapo.

Pertanto, con la scelta di distruggere Israele otterremmo i seguenti risultati:

  • Una super destabilizzazione del M.O. che, a differenza di quello che ciarlavano gli espertoni con la laurea su youtube, porterebbe non solo a un escalation del conflitto, ma anche ad atti di genocidio e pulizia etnica che in confronto i Balcani sembravano il paradiso di Biancaneve;
  • Un espansionismo di una parte del mondo islamico a discapito dell’altra che porterebbe a un aumento del terrorismo internazionale;
  • Un aumento dell’influenza Iraniana e Turca che avrebbe inevitabili influssi negativi sull’Occidente.

Perché vedete, cari miei, voi che vi lamentate del fatto che la caduta del Muro di Berlino ha aperto le porte del turbocapitalismo liberista anglosassone, non state tenendo conto che da un’altra parte esiste un altro muro difensivo, che non si trova in Germania, ma si trova a Gerusalemme, e se quello cade, cari fessi, il prossimo turbocapitalismo a cui dovrete pagar dazio sarà quello islamico, il quale, detto tra noi, non è molto meglio di quello anglosassone, è molto peggio.

Nel Paradiso degli Onesti

Nel Paradiso degli Onesti tutti hanno una casa e un pasto caldo.

Le case sono costruite con giunchi di bambù coltivati in apposite riserve bio, questo per evitare l’inquinamento provocato dal cemento armato e dalla speculazione delle lobby dei palazzinari.

I pasti vengono serviti nelle apposite mense pubbliche una volta al giorno. Ma il lunedì, il mercoledì e il sabato sera è d’obbligo per tutti osservare il menù vegano (sempre che il medico non prescriva una dieta per le persone con certe esigenze alimentari. Il medico, ovviamente non deve essere iscritto a Big Pharma ed essere scettico sui vaccini).

Nel Paradiso degli Onesti nessuno ha un lavoro, ma tutti hanno uno stipendio.

Il lavoro retribuito è stato abolito. Questo perchè chi riceveva uno stipendio era giocoforza costretto a venir pagato dal suo datore di lavoro, e se veniva pagato dal suo datore di lavoro significa che doveva perdere la sua capacità di giudizio autonoma e quindi sostenere robe astruse come la terra rotonda o negare cose palesemente ovvie come le scie chimiche e il signoraggio.

Lo stato elargisce a tutti un reddito di cittadinanza che sostituisce la vecchia pratica del lavoro retribuito. Un reddito uguale per tutti indipendentemente dalle capacità e dai bisogni.

Le grandi industrie e le banche sono state nazionalizzate. Ogni hanno viene eletto mediante suffragio on-line a sorte, un cittadino qualunque da mettere a capo dei rispettivi CdA. Unici requisiti rischiesti: aver compiuto 18 anni e avere la fedina penale pulita. Modalità di candidatura: un breve video di presentazione di 5 minuti massimo.

Le fattorie sono state collettivizzate e riunite in grandi spiegamenti di terreni, al fine di agevolare le coltivazioni a Km 0. Per garantire la massima genuinità delle colture, tutti i fertilizzanti sono stati vietati, l’uso degli OGM vietato per legge e anche i trattori sono stati vietati, in quanto si scoprì che andavano a benzina e provacano inquinamento. Ogni giorno le massaie si svegliano alle sette del mattino e si dedicano alla mungitura delle vacche. Il latte però non viene destinato all’alimentazione degli umani, ma all’alimentazione delle vacche stesse; poichè bere latticini prodotti da specie animali diverse da quelle umane potrebbe produrre cancro e pestilenze, nonchè apparrebbe come un evidente comportamento contronatura (si è mai visto un coniglio bere latte di montone? Eh??? Eh???). I bambini, come i loro antenati nelle indie del ‘500 (gli anni in cui sì che si viveva bene) bevono normale latte di donna come tutti gli altri, anzichè quelle brodaglie contronatura prodotti dalle multinazionali speculatrici. Anche i macellai sono stati aboliti, o ogni uomo o donna o animale può metter su famiglia grazie al matrimonio tra specie diverse.

In tutti i granai sono stati incisi gli immortali slogan del Movimento:

“ONESTA’ ONESTA’ LA KASTA NON PASSERA'”

“UNO VALE L’UNO TUTTI GLI ALTRI NON SON NESSUNO”

e ogni volta che i contadini iniziano a soffrire la fatica del lavoro, ecco che gli basta leggere gli slogan per trovare di nuovo conforto.

Il Venerdì non si lavora. Si osserva il giorno dell’Agorà. Si tratta di un rituale (a)religioso, (a)politico e (a)partitico dove i cittadini si riuniscono tutti sotto lo stesso meet-up e osservano alcuni precetti. Il primo precetto da osservare è quello della “votazione”. Si vota on-line su un determinato argomento già deciso e predeterminato. Possono votare soltanto tutti i cittadini che godono dei diritti civili e politici e che hanno fatto la prima comunione.  Per tutti gli altri, il secondo precetto da osservare è la “confessione”, dove ognuno  in maniera del tutto trasparente (ma senza streaminig) confessa i peccati commessi durante la settimana. Per ottenere l’assoluzione plenaria, il confessante deve recitare a voce alta e cantilenante la formula “E ALLORA IL PD?????” e verrà automaticamente assolto dai suoi peccati.

Nel Paradiso degli Onesti, tutti sono onesti e non esistono reati e malversazioni. Capita però che a volte appaiano certi dissidenti che predicano pensieri e comportamenti eterodossi. Persone cattive che abbattono alberi, venditori di tabacco sotto banco o che tengono nascoste le bistecche nel frigorifero.

Questi non sono altro che agenti della Kasta sotto copertura che tentano di inquinare l’armonia della comunità gettando discordia e discredito. Essi vengono puniti severamente attraverso opportuni tribunali del popolo, e vengono deportati in opportuni campi di rieducazione dove  dopo un duro e rigido percorso fatto di dieta vegana quotidiana e massacranti esercizi di yoga, vengono riportati sulla via dell’onestà.

Lettera ai sindacalisti della libertà assoluta – ovvero contro la bufalizzazione della nostra cultura

Cari sindacalisti della libertà di nonsisacosa,

voi che vi ritenete difensori e custodi della libertà assoluta (che non esiste, ma si sà, l’importante è crederci comunque) che vi aggirate sui social network predicando l’amore per l’intollerante e la carità cristiana per il negazionista, voi che siete così tanto aperti e magnanimi che ritenete che tutti debbano avere diritto a una seconda possibilità (tranne chi è negro, gay o è stato bullizzato a scuola) e adesso versate lacrime di coccodrillo e vi stracciate le vesti per l’attentato alla libertà d’espressione perchè vorrebbero sanzionare le bufale.

“Ma sì, che vuoi che sia? Alla fine sono opinioni” rispondete sempre, “le opinioni sono solo parole. Non hanno mai ucciso nessuno”. Avrebbero qualcosa da ridire quei milioni di russi finiti nei gulag in virtù di “opinioni” come lo erano le teorie marxiste, così come avrebbero da ridire i milioni di morti nei lager in virtù delle innocenti opinioni hitleriane, per non parlare poi dei cristiani copti in egitto ridotti in minoranza dalle “legittime” opinioni di un ex mercante di cammelli sposato con una decenne, ma lasciamo perdere.

I sindacalisti li conosciamo, appena ottengono un diritto, ne vogliono poi un altro impossibile da ottenere. Questo è un comportamento che hanno tutti i sindacalisti di tutte le sigle e pure voi, cari Sindacalisti della Libertà Assoluta (S.L.A.) siete della stessa pasta. La libertà d’espressione è sicuramente un diritto inalienabile, ma siccome voi siete sindacalisti dovete sindacare anche su quel diritto. Stesso film che si è visto nel ’68, quando dopo la battaglia (sacrosanta) per il diritto allo studio si è passati alla battaglia per il 18 politico, la battaglia per mettere allo stesso livello asini e intelligenti, scansafatiche e produttivi.

Ora, nel nuovo delirio egualitarista si vorrebbe mettere allo stesso livello bufale con scienza, realtà con menzogna. E  non vi immaginate neanche i fallaci slogan che vengono tirati fuori per legittimare il loro finto-progressismo liberale.

Alcuni dicono che tentare di bloccare le bufale complottare sia come tornare alle persecuzioni contro Galileo e Giordano Bruno. Peccato che questa sia una cagata pazzesca pari soltanto a quella del Gesù arabo-palestinese. Perchè Gesù (e mi dipiace a voi cari antisionisti bufalari) non era arabo, era ebreo, e se fosse vivo oggi non sarebbe perseguitato dal Mossad, ma da Hamas. Così come paragonare Giordano Bruno o Cristoforo Colombo a i bufalari è ridicolo, visto che se fossero ancora vivi i bufalari li accuserebbero di essere pagati dalla Kasta(1).

Ma la giustificazione più divertente è quella secondo cui le bugie e le falsità vanno accettate perchè rientrerebbero nella sfera della libertà d’espressione. Benissimo, allora perchè vi lamentate quando i politici vi raccontano balle? Esercitano solo la loro libertà d’espressione. Perchè quindi vi incazzate?

Berlusconi diceva che avrebbe creato un milione di posti di lavoro e che avrebbe reso l’Italia un paese liberale. Era una bufala? Non lo so. Ma anche se fosse? Berlusconi ha semplicemente esercitato la sua libertà d’espressione.

Renzi diceva che non avrebbe mai fatto il Presidente del Consiglio e diceva a Enrico di stare sereno. Era una bufala? Parrebbe di sì, e allora? Ha semplicemente esercitato la sua libertà d’espressione. Perchè allora vi incazzate?

Perchè vedete, cari i miei Sindacalisti della Libertà Assoluta, quando decidete un modello sociale, non potete scegliervi voi i pezzi del pacchetto che vi convengono di più. O ve lo prendete tutto o non ve lo prendete affatto. Ma si sà, mai nessuna lobby fermerà l’inarrestabile marcia delle fantasia al potere(2).

Omeopatia o muerte!


(1) Galileo sosteneva l’eliocentrismo, diversi bufalari sostengono invece l’opposto. Cristoforo Colombo sosteneva che la terra fosse tonda, la maggior parte dei bufalari crede che la terra sia piatta. Come si possano paragonare non lo capisco. Poi penso alla teoria del Gesù arabo e allora mi è tutto più chiaro.

(2) Lascio poi quest’ultima chicca dove si parla di un fulgido esempio di libertà d’espressione. Dove li mettiamo questi? Tra i galileiani, I giordanobrunoiani, o i socratici?

Non so se l’avete notato

Ma come mai tutti quelli che si lamentano e frignano per la “perdita dei diritti” sono poi i primi ad elogiare robacce tipo Hamas, Hezbollah,  Isis, Castro, Chavez, Pol Pot, Kim Jong – Il, la Cina, Hitler, Khomeini, Stalin e chi più ne ha più ne metta, che i diritti li hanno soppressi, e poi lanciano strali contro paesi come Israele, dove i diritti tutti invece vengono difesi?