Il vittimismo come censura

E’ da tempo che noto come nei dibattiti, specialmente su internet, ogniqualvolta si tenta di contestare un’opinione subito si urla alla censura. Il problema è che criticare un’opinione non significa affatto censurarla, semplicemente spiegare perchè non la si condivide ed esporne le ragioni.

L’ho spesso notato, quando stavo su facebook e negli altri social network, posti nei quali ho scelto di allontanarmi perchè non c’è nulla da dire. E’ come parlare con le scimmie, se le conosci le eviti. Perchè le scimmie puzzano, si arrampicano sulle liane e ti cacano in testa perchè nell’ambito naturale in cui vivono gli è concesso. Se però fai notare alla suddetta scimmia che non si trova in una giungla dell’Africa nera ma nel mondo civilizzato, questa si incazza; urla alla censura, alla discriminazione, al complotto dei poteri forti, al genocidio dei palestinesi, ecc…..ecc…..

Ad esempio, ricordo una volta quando litigai con un vegano che continuava a citare teorie e studi scientifici campati in aria per dimostrare che mangiare carne è roba contro natura, e quando finalmente furono smontate ad una ad una le sue cazzate iniziò a fare la vittima, a frignare, e ad accusarmi di censura.

Ma non finisce qui, di esempi se ne possono fare a iosa, e che non riguardano per forza la mia persona. Quante volte vi siete trovati obtorto collo a discutere con un cretino e quando finalmente lo avete smascherato per quello che è – cioè un cretino – quello ha iniziato a recriminare manco fosse stato un sudafricano durante l’Apartheid? E qual’è stata la vostra reazione? Ve ne siete andati e l’avete lasciato perdere, immagino. Ma in pratica nel fare così lui ha ottenuto lo stesso risultato che denunciava di star subendo nei vostri confronti.

La verità, infatti, è che la vera censura non la perpetrate voi, la fanno loro, tirando fuori la carta del vittimismo per zittirvi. Ad esempio: critichi una femminista con l’ossessione per la cultura dell stupro? Sei un maschilista, un sessista, un delinquente indi NON HAI DIRITTO DI PAROLA.

Critichi uno sciroccato che considera le donne stuprate tutte troie che se la sono andata a cercare? Sei un sinistrato, un buonista, un politicamente corretto del cazzo indi NON HAI DIRITTO DI PAROLA.

Contesti l’islamizzazione della società e pretendi maggiori controlli nelle Moschee? Sei un ignorante bigotto salvinofilo, un nemico della civilità, un fomentatore di terrorismo, indi NON HAI DIRITTO DI PAROLA.

In sostanza, hanno creato un sistema di censura ben più efficiente di quelli che esistevano nei vecchi regimi. Perché prima un fascista per censurarti doveva farti chiudere il giornale e sbatterti in carcere, oggi basta che segue l’esempio di tutti gli altri, basta che frigna alla discriminazione, all’attentato delle sue libertà democratiche e PUF… il gioco è fatto. Lui potrà continuare a recitare le sue cavolate, e tu invece dovrai startene zitto, mica vorrai passare per fascista pure te, no?