Una modesta proposta per risolvere il problema del trolling

E’ sotto gli occhi di tutti che il principale problema di chi utilizza più spesso internet è  quello del trolling. Premetto subito che quando parlo di trolling non mi riferisco solo al coglione con la netiquette che viene a martellarti i maroni in nome “della libberdà d’ezbrezzione” riempiendoti la bacheca di stronzate, ma mi riferisco a quelli che serialmente compiono atti di mobbing(1), cyberbullismo e stalkeraggio vario.

Internet è l’esempio plateale che l’anarchia è un’utopia farlocca tanto quanto le altre ideologie. Una società senza potere può funzionare solo se c’è il diritto di discriminare, cioè poter decidere con chi si vuol stare e con chi ci si vuol relazionare, nei limiti dell’etica, ovviamente.

Ma come si fa? Ancora ancora se hai un blog puoi bloccare chi ti disturba, ma alla fine è solo un palliativo, a maggior ragione se uno possiede account social come Google+ o Facebbok. Tempo fa ricordo che litigai con un deficiente americano(2), un libbbertario (scritto proprio così, ma poi si sà, si scrive libbbertario ma si legge komunista) che sosteneva dall’alto della sua scienza che fenomeni come il cyberullismo sono cazzate perchè “è tutta una retorica di sinsitra volta a controllare il webbe”(3) che “si stava meglio quando si stava peggio” ” e allora i bambini che muoiono di fame in Africa? ecc…ecc…” “e poi si può sempre spegnere il computer, ecc…ecc…”. Beh il pirla, come tutti gli altri pirla(4) non c’entrava il punto, ovvero che internet in futuro diventerà obbligatorio nel suo utilizzo. Ovviamente per obbligatorio non intendo imposto dallo stato, ma imposto dalla realtà. E’ un po’ come col telefono, nessuna legge obbliga i cittadini a possedere un apparecchio in casa, eppure il 99% dei proprietari di case possiede un telefono, e se non hanno rete fissa hanno i cellulari.

Per questo motivo è necessario cambiare l’attuale paradigma. Internet non deve più essere considerato come roba di tutti, ma deve iniziare a basarsi su principi prorpietaristici. Non sto dicendo che deve diventare una rete a pagamento come ai tempi di Usenet, ovviamente, sto solo dicendo che chi possiede un blog o una pagina facebook, o ask, o twitter, deve essere considerato legittimo e assoluto proprietario dell’account di cui usufruisce. E non c’è nessuna contraddizione in questo. La rete telefonica è una rete pubblica, ovvero cui tutti possono usufruire, ma Tizio non può possedere lo stesso numero di Caio, ad esempio.

Come si può ottenere ciò? Qualcuno potrebbe proporre di ricorrere l’utilizzo del legislatore, ma personalmente non sono di questa idea, visto che nella maggior parte di casi si creerebbero leggi inutili e contraddittorie. Il problema allora va risolto all’interno.

Molte persone per proteggere la propria prorietà dai ladri installano degli antifurti in casa, e questa potrebbe essere già una soluzione. Sarebbe bello che gli esperti di informatica realizzassero un sistema di “antifurto” per proteggersi dai troll, una sorta di “cane da guardia informatico” per intenderci. Siccome non sono né un ingegnere né un informatico non posso spiegare come realizzarlo, ma io me lo immagino così:

  1. Scopri che il tuo sito è sotto minaccia da parte di troll e stalker;
  2. Apri questo “antifurto informatico” e lo utilizzi per scovare l’indirizzo IP del molestatore;
  3. A quel punto se il tizio continua a disturbare invii un link che apre un programma contenente un virus abbastanza potente da mettere fuori gioco il computer del tipo per un bel po’.

Ripeto, in quanto non ho competenze informatiche non so se un sistema del genere possa essere realizzato. Ma qualora qualche programmatore mi leggesse, e ritenesse che sì, può essere possibile, allora prego tenga in considerazione questa mia modesta proposta. Ne va del destino del progresso e del miglioramento della qualità della vita.


(1) Anche il mobbing divenetrà un problema “virale”. Se ne parla poco perchè la maggior parte degli impiegati è gente che ormai ha raggiunto una certa età e il computer lo usa solo entro certi limiti, ma in futuro le cose cambieranno sensibilmente;

(2) Rassista!!!111 Rassista!!!111 Ti lamenti dei kattivi bulli e poi fai il bullo a tua volta!!!1111 Rassista!!!!111 Fassista!!!111 Fassista!!!1111

(3) Fassista!!!!1111 Komunista!!!1111 Nemiko dei Merkati!!!!1111 Attentatore della Libbbbbbertà!!!1111

(4) Fassista!!!111 Kattivo!!1111  Violento!!!111 Sionista!!!1111 Sionista!!!!111 Si-oni-staaaaaa!!!!1111111

Reductios ad Hitlerums

Io odio i nazisti. Ma anche i nazisti odiavano. Quindi chi odia i nazisti è nazista.

Un ragazzo picchia un bullo. Ma in genere sono i bulli che picchiano gli altri. Quindi chi picchia i bulli è un bullo.

I piromani bruciano le case. Ma i pompieri allagano le case. Quindi i pompieri sono un po’ come i piromani.

I pedofili amano i bambini. Ma anche i bambini si amano tra di loro. Quindi i bambini sono pedofili.

L’Unione Europea è nazista. Ma l’Italia è stata unificata come L’Unione Europea. Quindi l’Italia è nazista.

Ci sono psicopatici che uccidono per strada. Ma se gli piscopatici uccidono, allora chi uccide uno psicopatico prima che lo faccia lui  è uno psicopatico a sua volta.

 

 

 

Gli inutili

Più passa il tempo e più mi convinco che il più grande problema del III millennio sia l’esistenza degli inutili. Non che il fenomeno sia nuovo, in realtà, nazi è molto antico. Dante li chiamava ignavi e non per caso li mandò all’Inferno. Gramsci li chiamava indifferenti e gli dedicò un’invettiva. Ma al di là degli storicismi il succo è sempre quello:

L’INUTILE E’ LA PIAGA SOCIALE PEGGIORE DELL’UNIVERSO

L’inutile è il cancro della società, lo è per una serie di motivi:

  1. È il freno del progresso. L’inutile è l’emblema della staticità, dell’impossibilità dello sviluppo del pensiero, della critica e dell’evoluzione umana in generale;
  2. È un falso, neanche troppo d’autore. L’apparente neutralità è solo un feticcio, nel quale, vuoi consapevolmente o inconsapevolmente usa per potersi poi vendere al più forte;
  3. È il miglior alleato che il politicamente corretto possa avere, grazie  alla sua tendenza gesuitica di mettere il Diavolo e l’Acqua Santa insieme col suo qualunquismo da quattro soldi.
  4. E’ uno stupido, anzi, peggio che uno stupido, un coglione. Pertanto è il miglior alleato degli stupidi.

Questo e molti altri sono i motivi per disprezzare l’inutile. Esso va combattuto non tanto per il fatto di essere tale (ognuno è imperfetto, per il disegno divino) ma per i danni che esso può produrre al resto dell’umanità.

L’inutile è infatti una minaccia per l’uomo civilizzato, e questo lo rende molto simile allo stupido. Carlo Cipolla era uso sostenere che lo stupido è la persona più pericolosa che esista, peggiore dei banditi, perchè almeno i banditi seguono una ratio, lo stupido no, e quindi per un razionale risulta impossibile fermarlo. Ma egli non poteva sapere che oltre gli stupidi ci si sarebbe dovuto guardare anche dagli inutili. Con la sua ignavia e la sua farloccaggine esso ha aperto le porte alle peggiori porcherie che la civiltà moderna conosca.

Prendiamo una scuola qualsiasi dell’Italia. Ora, mettiamo che in questa scuola ci sia un ragazzo che viene bullizzato da un suo compagno. Il ragazzo ha allora due opzioni: o si suicida o reagisce. Ebbene sia nel primo che nel secondo caso l’inutile è colui che a prescindere darà la colpa al ragazzo di quello che subisce. Se il ragazzo si suicida la colpa è sua perchè evidentemente, secondo i suoi standard, era una povera mammoletta. Se però decide di reagire la colpa è sempre sua perchè rinunciando al suo status di vittima è automaticamente passato dalla parte del torto.

Prendiamo invece un tizio qualunque che subisce un furto per strada. Per l’inutile pensiero la colpa è ovviamente del derubato, perché ha osato incamminarsi per i sentieri sbagliati. Se però il furto lo subisce in casa e la vittima si difende tirando una schioppettata nel culo al delinquente, ecco arrivare l’inutile col ditino puntato ad accusarlo di omicidio.

Non pretendiamo poi di discutere con lui di storia o geopolitica. Per l’inutile il terrorista palestinese e il soldato israeliano sono la stessa cosa perché bla…bla…bla…bla; il fascista e l’antifascista sono la stessa cosa perché miocugginomihadettocheunavoltaeramorto bla… bla… bla… eccetera eccetera; Salò e la Resistenza sono la stessa cosa perchè trantaquattrotroieandaronotrotterellandosullaminchiadituasorella…bla…bla…bla…eccetera eccetera.

Questa è la genealogia dell’inutile, uno che per andare appresso al proprio malato gesuitismo fa un ragionamento neanche binario, ma analogico e monotono: non esiste il bene, non esiste il male. Esiste solo il bene o solo il male.

Tutto questo ragionamento, così apparenetemente nobile e imparziale, ha in realtà un unico e solo obiettivo: disarmare culturalmente l’avversario e trasformare la società in una cloaca di mezze seghe deboli e manipolabili.

L’inutile infatti per far valere la propria forza fa sempre leva sul senso di colpa, non tanto del carnefice, quanto della vittima. Se lo stupido infatti è colui che guida contromano in autostrada e si incazza se gli confiscano la patente, l’inutile è quello che parcheggia la macchina davanti all’idrante per impedire ai pompieri di spegnere l’incendio. Perchè i pompieri e i piromani sono la stessa cosa, secondo lui. Così come i topi d’appartamento e i vigilantes, i vaccinisti e gli anti-vaccinisti, eccetera eccetera eccetera.

Ricapitolando, l’inutile è un animale sociale pericoloso per l’incolumità stessa della società per tre motivi:

  1. La sua ignavia è portatrice di malcostume e di prepotenza;
  2. Un paese popolato da inutili porterebbe al dominio sempre maggiori di inutili nella vita sociale del paese, provocando danni facilmente immaginabili;
  3. L’inutile è il miglior alleato dello stupido.

In sintesi, con gli inutili al potere la catastrofe è assicurata. Anzi, è già in atto. Meglio essere faziosi e spudoratamente tifosi di una parte. Almeno in questo caso si può vantare un briciolo di onestà intellettuale.

Panebianco e il caso Twitter

Ho letto questo articolo scritto da Roberto Persico su il Sussidiario.net, e devo dire che nonostante le annotazioni, in parte condivisibili dell’autore, mi trovo in totale disaccordo.

Secondo Persico, la scelta del CEO di Twitter di creare una commissione di controllo sui messaggi lasciati su twitter potrebbe essere addirittura peggiore della scelta di un collettivo di antagonisti di interrompere la lezione del prof. Panebianco, lanciandogli contro insulti ed epiteti ingiuriosi nei suoi confronti. Per avvalorare la sua posizione l’autore tira fuori il classico armamentario dell’ormai stantia Reductio ad Orwellerum (Il Ministero della Verità…. La Psicopolizia….BlaBlaBla…etcetera…etcetera) e cita alcuni saggi illuministi di Russeau. Credo che però a Persico sfuggano alcuni elementi nella sua analisi.

Prima di tutto Twitter è un’azienda privata, che si adotta di proprie regole per migliorare la qualità del servizio. Possono essere condivisibili o meno, e se verranno ritenute arbitrarie o restrittive gli utenti ne prenderanno atto e lasceranno il canale(1). Internet ormai fornisce una fonte infinita di strumenti alternativi per contrastare queste problematiche da parte del semplice utente come le piattaforme indipendenti e le reti open source. Basta solo un po’ di volontà e trovare gli strumenti giusti(2). Non ha neanche senso costruirci sopra, come molti opinionisti stanno facendo, un allarme sociale di larga portata. Nessun governo obbliga i propri cittadini ad iscriversi sui social come twitter o facebook(3), quindi al di là del fastidio che può subire qualche politicante che ha scambiato facebook per la nuova piazzetta dei comizi dove può spararle grosse sulla qualunque, per molti altri il problema è relativo.

Non è invece affatto relativo che un gruppo di pseudo-rivoluzionari sbarbatelli entrino in un’aula universitaria lanciando cori da stadio e insulti contro un funzionario nell’esercizio delle sue funzioni. Perchè se ti cancellano un commento su twitter puoi sempre aprirti un blog su wordpress e dire quello che ti pare in assoluta libertà. Se sei invece circondato da antagonisti con la bava alla bocca le cose si fanno un tantinello più complicate.


(1) Che poi molta gente lascia twitter e facebook, non per colpa delle leggi liberticide dei CEO delle suddette piattaforme, ma per colpa del bullismo e dello stalking di molti utenti medi. Sarà per questo che ultimamente facebook ha messo regole precise contro l’anonimato?

(2) Molti invece, vuoi per ignoranza vuoi per inedia, preferiscono piagnucolare in giro per la rete, autorappresentandosi come martiri della fede e della libertà da tastiera. Perché il martire è fico, lo scaltro è uno stronzo.

(3)Che poi i governi piuttosto che incitare, disincentivano l’uso dei social network (e non fanno poi così male, visto i risultati). Chiedere in Cina, ad esempio.