Ancora sul buonismo digitale: il declino di Youtube

Uno degli strumenti (anzi, oserei dire lo strumento principale) con cui il buonismo digitale è riuscito a incrostare tutto il web è stato quello che A.Gramsci definiva l’egemonia culturale. Continua a leggere

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La melma

Vorrei parlare degli ultimi casi di “psicosi” collettiva che si sono avvicendati nelle ultime due settimane. Chi mi conosce sa che ho una pessima opinione dei social network, dai quali tendo a tenermi il più lontano possibile. I social network, dal mio punto di vista, sono la droga del III millennio, i cui danni sono potenzialmente maggiori della LSD.

Ma partiamo con ordine.

Quale giorno fa, un ragazzo, è stato vittima di una chiara azione diffamatoria che li ha buttato addosso quintali di merda liquida. Questo caso è emblematico perchè è una prova in più di quanto da anni sostengo, ovvero che facebook e social vari non siano un innocente strumento di interazione ma una gigantesca trappola per topi.

Innanzitutto ho letto di gente che minimizza simili accaduti perchè “fintanto che restano su internet, qual è il problema?”. Sinceramente non so in che luogo vivano quelli che se la ragionano così. Forse in una baita dell’Aspromonte o in una caverna sperduta in qualche villaggio di montagna, perchè nel 2017 si dovrebbe ormai sapere che la questione della separazione tra conseguenze nel mondo virtuale e mondo reale è nulla. E questo stesso caso lo dimostra. Ma anche se materialmente non fosse successo niente, faccio questo esempio: mettiamo che qualcuno, una volta visto il messaggio sui social, in buona fede, vada dai carabinieri a sporgere denuncia per pedofilia. Qualcuno avrebbe potuto aprire un’inchiesta, che magari sarebbe finita nel vuoto, ma avrebbe potuto comunque comportare delle seccature, sia alle forze dell’ordine, che avrebbero perso tempo a cercare il mostro in un fuoco di paglia, e sia per la vittima, perchè si sarebbe comunque visto protagonista di una denuncia per qualcosa che non ha mai fatto. E’ un po’ troppo kafkiana come supposizione? Può darsi, ma non sarebbe la prima volta che scoppiano casi giudiziari che poi si rivelano clamorose patacche.

Nel caso del ragazzo questo “per fortuna” non è avvenuto, ma solo perchè la platea degli utenti dei social sono talmente storditi da preferire chiedere l’amicizia a un presunto delinquente per insultarlo che andare a denunciare (in compenso qualcuno gli ha distrutto il bar, il braccio violento della legge fai da tè).

Passiamo al secondo caso.

Questa settimana passerà probabilmente alla storia per la nuova psicosi collettiva proveniente dalla Russia, chiamata “Blue Whale”. In pratica, questa roba dovrebbe essere una specie di challenge nata su un social russo di nome VK, che dopo una serie di torture, manipolazioni mentali, ecc…ecc… porterebbe al suicidio. Le “Iene” ci hanno dedicato sopra un servizio (opportunamente debunkato in questa live, che tratta proprio di questo tema e che consiglio di guardare).

Ora, siamo chiari. Non è che questo “gioco” non esista. E’ stato effettivamente arrestato un giovane deficiente che aveva cercato di adescare dei ragazzini con questa roba, ma effettivamente il fenomeno è molto, ma molto, sottodimensionato rispetto a quello che la maggioranza aveva creduto.

E quale grande risultato ha portato questo moto di allarmismo, indignazione gratuita, di profonde analisi sociologiche online sui gggiovani che non hanno più valori, che non credono più in nulla, si stava meglio quando si stava peggio, eccetera eccetera eccetera?

Che la folla virtuale, nell’impeto della difesa della moralità e dei propri pargoli, ha attaccato (telematicamente parlando) un ristorante, che aveva la colpa di avere lo stesso nome  del gioco, ma in Italiano. E oltre a questo alcuni hanno addirittura attaccato una app che permetteva di guardare documentari sui balenotteri.

Ora, ci sono tanti termini per definire personaggi di tal fatta. Gente che si beve tutto quello che legge su facebook, twitter e compagnia e poi inizia a muoversi come un sol uomo contro il bersaglio (il più delle volte falso) credendo di compiere un gesto eroico.

Li chiamano cretini, li chiamano deficienti? Io questi li chiamo TOSSICODIPENDENTI. Capite perchè prima ho scritto che i social sono la nuova droga del III millennio? Perchè ormai ci sono questi personaggi che basta che vedono, nemmeno un articolo, una foto con scritto sopra “CONDIVIDI SE SEI INDIGNATO ANCHE TU !!!!11111!!!” che entrano subito in uno stato di sovraeccitazione neuronale, in uno stato dissociativo che li rende pericolosi sia per sè stessi sia per gli altri. Se nel passato ci si faceva le pere al parco, ora ci si fa le seghe su facebook, o twitter, o ask.

canna
Un post al giorno toglie il medico di torno

 Sì, lo so, forse sono troppo duro… in fondo internet è solo uno strumento che può essere usato in un modo o nell’altro e che quello che conta è l’uso che se ne fa. Ma io infatti non ho nulla contro internet. La mia critica è sui social, che sono più inutili delle canne stesse, perchè almeno a fini terapeutici la marijuana la puoi usare, le cazzate che trovi su facebook e c. sono tossiche e basta. Roba da inserire nell’elenco delle droghe pesanti, insieme all’eroina e all’hashish.

Il buonismo digitale

 Quando si parla di “buonismo” lo si utilizza sempre  con un significato univoco, ossia per definire una mentalità in genere favorevole agli immigrati, soprattutto clandestini. Ma in realtà questa è una definizione riduttiva, vincolata solo a un determinato fatto. Non esiste solo il buonismo stile no-borders, ne esistono parecchi altri.

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Outing

Mi sono sempre definito un antimonarchico. Sarà per via delle tradizioni di famiglia (tutte fieramente anti-monarchiche); sarà perchè sono una testa calda, ma non ho mai tollerato l’idea che sopra di me ci sia un tizio con la testa coronata che decreti cosa fare o non fare, cosa e giusto o non è giusto.

Ecco perchè sono contro i sovrani. Sia che essi si chiamino Savoia, sia che essi si chiamino Popolo.

Non so se l’avete notato

Ma come mai tutti quelli che si lamentano e frignano per la “perdita dei diritti” sono poi i primi ad elogiare robacce tipo Hamas, Hezbollah,  Isis, Castro, Chavez, Pol Pot, Kim Jong – Il, la Cina, Hitler, Khomeini, Stalin e chi più ne ha più ne metta, che i diritti li hanno soppressi, e poi lanciano strali contro paesi come Israele, dove i diritti tutti invece vengono difesi?