Ancora sul buonismo digitale: il declino di Youtube

Uno degli strumenti (anzi, oserei dire lo strumento principale) con cui il buonismo digitale è riuscito a incrostare tutto il web è stato quello che A.Gramsci definiva l’egemonia culturale. Continua a leggere

Annunci

Il buonismo digitale

 Quando si parla di “buonismo” lo si utilizza sempre  con un significato univoco, ossia per definire una mentalità in genere favorevole agli immigrati, soprattutto clandestini. Ma in realtà questa è una definizione riduttiva, vincolata solo a un determinato fatto. Non esiste solo il buonismo stile no-borders, ne esistono parecchi altri.

Continua a leggere

Outing

Mi sono sempre definito un antimonarchico. Sarà per via delle tradizioni di famiglia (tutte fieramente anti-monarchiche); sarà perchè sono una testa calda, ma non ho mai tollerato l’idea che sopra di me ci sia un tizio con la testa coronata che decreti cosa fare o non fare, cosa e giusto o non è giusto.

Ecco perchè sono contro i sovrani. Sia che essi si chiamino Savoia, sia che essi si chiamino Popolo.

Operazione Gazai Freedom

Allora. Siccome siccome mi sono rotto i coglioni di tutte queste puttanate che si leggono in giro sul webbe in merito al conflitto israelo-palestinese, che vorrebbero che le cause del terrorismo internazionale siano tutte colpa di Israele, che non sarebbe altro che un progetto dei perfidi neocon che hanno volutamente destabilizzato il Medio Oriente per perpetrare il caso perenne a danno dei poveri innocenti del resto del mondo.

Si potrebbe ricordare a lorsignori che i neocon negli anni ’40 ancora non esistevano e che prima di Israele non esisteva neanche Domenica 5, ma non credo che si possa accusare Israele anche di questo, o sbaglio?

Ma a parte questo, andiamo al punto e affrontiamo una volta per tutte questa stronzata.

Ammettiamo per un secondo che la teoria sia vera, sarà sufficiente far sparire Israele. Ma come? Non puoi fare scomparire uno stato semplicemente schioccando le dita o agitando la bacchetta magica. E non puoi farlo scomparire manco a colpi di risoluzioni internazionali, perché a meno che non mandi i caschi blu a far rispettare “la legge” quello stato potrebbe fregarsene bellamente.

E allora che si fa?

L’esperienza storica ci dimostra che dall’età della pietra, l’unico modo per far sparire uno stato è dichiarargli guerra. Una guerra “umanitaria”, in questo caso. Un po’ come quella combattuta da D’Alema in Kossovo o Bush in Iraq.

Benissimo. Immaginiamo allora che si costituisca una “coalizione dei volenterosi” col compito di bombardare Israele e smantellare il suo apparato. Si aprirebbe quindi una guerra, la cui fase sarà, con elevate probabilità, lunga e sanguinosa. Perchè l’esercito israeliano non è come l’esercito iraqueno o come quello libico, è molto meglio addestrato e ampiamente equipaggiato, non è quindi neanche detto che perda la guerra.

Ma ammettiamo anche che la “coalizione dei volenterosi” riesca a invadere Israele, occupare la capitale, arrestare Netanyahu e processare l’intero governo per crimini contro l’umanità (la famosa Norimberga contro Israele che tanti finissimi intellettuali vorrebbero). Vengono tutti condannati a morte per impiccagione, ai palestinesi viene riconcessa tutta la terra “sottratta” e Israele è finalmente smantellato.

Tutto bene? Tutti felici? Tutti contenti? No. Perchè dopo aver portato avanti questa brillante operazione militare che ha esportato la giustizia e i diritti umani, e sconfitto un pericoloso regime terrorista ecco che ricomincia il casino. Un casino, al cui confronto la destabilizzazione provocata dagli interventi in Afghanistan e Iraq sembreranno pruriti nel fondoschiena.

Innanzitutto, si creerà un vuoto di potere. Ma come? Non ci sarà lo Stato Socialista Palestinese Rosso come il Sol dell’Avvenire? No, perchè lo statuto di Hamas, e dell’OLP prima di lui, non è mai stato quello di creare uno stato palestinese, ma di distruggere Israele. Quindi no, non ci sarà nessuno stato palestinese, anche perchè gli stessi “fratelli arabi” sarebbero i primi ad impedirlo.

Avremmo innanzitutto la Siria che correrà a mobilitare le truppe per riprendersi il Golan. A quel punto, la Giordania e la Turchia, preoccupati dell’espansionismo della Siria (cooptato dagli iraniani) inizieranno anche loro a rivendicare parte dei territori, e il clima potrebbe farsi ancora più scottante se entrassero in gioco anche l’Egitto e l’Arabia Saudita, preoccupati a loro volta di un espansione sciita da est.

Inoltre, si aprirebbe un pericoloso e micidiale conflitto etnico e religioso, che vedrebbe coinvolti da una parte i sunniti e gli sciiti che se la darebbero di santa ragione e dall’altra, tra arabi ed ebrei. Il terrorismo riesploderebbe con ancora maggior potenza e saremmo quindi punto ed accapo.

Pertanto, con la scelta di distruggere Israele otterremmo i seguenti risultati:

  • Una super destabilizzazione del M.O. che, a differenza di quello che ciarlavano gli espertoni con la laurea su youtube, porterebbe non solo a un escalation del conflitto, ma anche ad atti di genocidio e pulizia etnica che in confronto i Balcani sembravano il paradiso di Biancaneve;
  • Un espansionismo di una parte del mondo islamico a discapito dell’altra che porterebbe a un aumento del terrorismo internazionale;
  • Un aumento dell’influenza Iraniana e Turca che avrebbe inevitabili influssi negativi sull’Occidente.

Perché vedete, cari miei, voi che vi lamentate del fatto che la caduta del Muro di Berlino ha aperto le porte del turbocapitalismo liberista anglosassone, non state tenendo conto che da un’altra parte esiste un altro muro difensivo, che non si trova in Germania, ma si trova a Gerusalemme, e se quello cade, cari fessi, il prossimo turbocapitalismo a cui dovrete pagar dazio sarà quello islamico, il quale, detto tra noi, non è molto meglio di quello anglosassone, è molto peggio.

Non so se l’avete notato

Ma come mai tutti quelli che si lamentano e frignano per la “perdita dei diritti” sono poi i primi ad elogiare robacce tipo Hamas, Hezbollah,  Isis, Castro, Chavez, Pol Pot, Kim Jong – Il, la Cina, Hitler, Khomeini, Stalin e chi più ne ha più ne metta, che i diritti li hanno soppressi, e poi lanciano strali contro paesi come Israele, dove i diritti tutti invece vengono difesi?

Chi ha mangiato la torta?

Shevathas mi ha citato questa canzone di Francesco Baccini. L’ho ascoltata e mi è piaciuta molto, sia per il motivetto che per il messaggio di fondo. La canzone, infatti, si intitola “Giulio Andreotti”, ma anche se si fosse chiamata “Silvio Berlusconi”, “Matteo Renzi” o “Benjamin Netanyahu” sarebbe stato lo stesso ….

Ma XXXXXXXX non c’entra

Ho deciso di aprire una nuova rubrica che, come potrete intuire, mira a sfottere quei luoghi comuni politicamente corretti sorti sull’onda dei tragici fatti di sangue avvenuti in questi anni.

Si dice infatti, quando avvengono attentati di stampo islamico che l’Islam non c’entra. Non mi va di discutere della cosa, perchè essa si commenta da sola, e poi io non sono un’analista, io mi balocco a scrivere e basta. Però mi sono domandato, ma se l’Islam non c’entra quando un kamikaze fa saltare in aria una pizzeria a Tel Aviv o un fondamentalista barbuto ammazza un prete gridando “Allahu Akbar” allora si può dire ad esempio che quando dei teppistelli picchiano un ragazzo solo perchè ebreo l’antisemitismo non c’entra? O che quando il compagno Stalin mandava i kulaki nei gulag il comunismo non c’entrasse niente?

Oggi è il 06/09/2016, esattamente 65 anni fa veniva imposto l’obbligo di indossare la Stella di David per tutti gli Ebrei di età superiore ai sei anni.

Eh, non ci crederete ma c’è gente che sostiene che in questo caso il fascismo non c’entrava. Era stato tutto un malinteso(1).

ebrei

(1) E’ proprio vero. Gira tra i bassifondi di una certa destra estrema la leggenda metropolitana che il fascismo con la persecuzione degli ebrei non c’entrasse niente. Anzi che il testone avesse pure cercato di difenderli. Ammazza, ce ne ha messa di energia!