Ma cari cinque stelle

Cari cinquestelle, parliamoci chiaro. Ieri su La Stampa il vostro rappresentante alla Commissione Affari Esteri dice che non tocca a noi valutare la democrazia di un altro paese. Bene, benissimo, non fa niente.

Ma allora mi chiedo? Come mai allora però ci sono altre democrazie (tipo quella Israeliana), che invece si possono valutare eccome?

Io ricordo ancora quando un paio di anni fa, Di Battista, in merito alla guerra contro Hamas parlava di “genocidio” e proponeva addirittura di richiamare l’ambasciatore italiano (link qui).

O ancora, quando tre anni fa, il vostro Manlio Di Stefano chiedeva al Governo di prendere posizione nei cofronti di Israele (qui) chiedendo, in occasione degli Europei under 21 di calcio (quale evento epocale) di ricordare l’annessione da parte di Israele del Sinai, del Golan e della Striscia di Gaza durante la Guerra dei sei giorni (alcuni dei quali sono stati in seguito restituiti da Israele stesso  o sono stati consegnati ai palestinesi NdA).

Ma senza andare troppo lontano, ricordo anche, quando l’estate scorsa, una delegazione di deputati grillini andò in viaggio in Israele facendo una figuraccia (qui o qui), tant’è che il portavoce dell’ambasciata israeliana dovette spiegargli che Gaza è una zona controllata da Hamas, un’organizzazione ostile e apertamente in guerra con Israele, e che quindi servono permessi speciali per poter accedervi.

Ma poi, voglio dire, anche se avessero fatto entrare i vostri “ragazzi meravigliosi”a Gaza che avrebbero concluso? Mettiamo che avrebbero incontrato un poveretto affranto dalle politiche scellerate di Abu Mazen, che gli avrebbero detto? Che gli è andata bene perchè in Italia c’abbiamo Renzi?

No, perchè il problema è semplice. Se la linea del vostro partito è quella della neutralità (almeno così mi è parso di capire) e di non interferire nelle decisioni di altri paesi, allora perchè con un paese come Israele dovrebbe essere diverso? Perchè se l’idea è quella della  neutralità, a che serve preoccuparsi del conflitto israelo-palestinese? Un governo neutrale non dovrebbe stare nè con una parte nè con l’altra. Ma come mai, allora, il 5 stelle organizza eventi insieme al movimento BDS come è avvenuto a Roma (poi cancellato) o come è avvenuto a Torino qualche giorno fa?

Israele è uno stato sovrano, che dalla sua nascita ha combattuto 4 guerre, è ripetutamente assediato da nemici esterni ed interni, nonostante ciò, ha recuperato pezzi di deserto e li ha trasformati in terre fertili, coltivabili e vivibili; è l’unica democrazia in M.O., l’unico paese con livelli di sviluppo occidentali ed è un polo mondiale di eccellenza nello sviluppo di tecnologie e nell’innovazione in generale (voi che amate tanto la rete e la tecnologia da Israele potreste imparare tante cose, ma tante tante davvero).

Non ha mai avuto un governo tecnico. Il suo governo è stato regolarmente eletto dal popolo e il suo premier, Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni nonostante avesse tutti i giornali contro (e non solo quelli).

Quindi, io domando, visto che quello che accade in Russia, o in Venezuela, o in Iran non dovrebbe riguardarci, perchè quello che fa Israele dovrebbe interessarci?

Israele è uno stato sovrano, esattaemente come tutti gli altri stati che ho citato più sopra, e quindi a casa sua fa quello che vuole. Ha un governo democraticamente eletto, un Premier democraticamente eletto che fa quello che qualunque premier democraticamente eletto farebbe: applicare il programma sui cui è stato votato.

Io so che uno dei punti del vostro programma di politica estera è il riconoscimento dello stato palestinese, e quale beneficio porterebbe al nostro paese e all’area mediterranea il riconoscimento di questo stato? Oggi come oggi riconoscere la Palestina avrebbe la stessa utilità di riconoscere la Cecenia come stato indipendente. Perchè in verità, non è tanto la Russia di Putin ad aver vinto su tutta la linea. Ma è in realtà Israele ad aver vinto su tutta la linea. LA SUA LINEA.

Israele ormai è un partner indispensabile per decine di paesi. E’ uno stato che può vantare l’amicizia di potenze emergenti come l’India, la cooperazione con potenze consolidate come la Cina, l’amicizia con paesi del Sud America e dell’Africa. E la Russia, anche lei si trova spesso costretta a, come dire? “temperarsi”, soprattutto quando Israele tutela i suoi legittimi interessi proteggendo i confini da Hezbollah e dall’Iran.

Io non so voi, ma un paese così cercherei di termelo stretto, altro che Venezuela (con tutto il rispetto per il Venezuela, ovviamente).

No, cari signori pentastellati.  Non è Putin il vincitore. E’ Netanyahu il vero vincitore. Perchè se Putin è Cesare, Netanyahu è Augusto(1), come minimo.


(1) Questa la dedico a uno/una con cui ho avuto una diatriba on-line un po’ di tempo fa. No, non era dei cinque stelle. Era un indipendente, almeno credo.

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Il complotto dell’uomo nuovo

Invece di perdere tempo coi soliti complotti farlocchi come il Piano kalergi o il vaccini che fanno venire l’autismo sarebbe il caso di spendere le energie sui veri complotti, perchè nessuno nega che non esistano i complotti, semplicemente ci sono complotti che esistono e complotti che non esistono (che molte volte sono fabbricati apposta per nascondere quelli veri).

E’ balzata agli onori della cronaca la polemica che ha coinvolto un programma della Rai in cui si discutevano 10 motivi sul perchè le donne dell’Est sarebbero le mogli ideali. Molti di questi punti erano abbastanza desolanti (non mi va manco di citarli, tanto li trovate su internet), e insomma si è sollevato un polverone con tanto di scuse dalla Rai. Non capisco lo stupore, visto che un episodo come questo non è altro che l’ennesimo di una lunga serie. Da almeno trent’anni vi è, infatti, da parte dei media un continuo martellamento volto a eviscerare il peggio dell’italiano facendolo passare per un troglodita neandhertaliano.

E voi mi direte, ma perchè?

Nella ex Germania Est andava di moda una battuta: “se il comitato centrale non può convincere il popolo allora nominerà un nuovo popolo”. Questo è quello che grosso modo è accaduto in Italia da venticinque anni a questa parte.

Quando crollò la I Repubblica si avvertì il problema di dover sostituire la vecchia classe dirigente con quella nuova e non era un problema da poco viste le enormi differenze qualitative tra quella precedente e quella entrante. Era la cosiddetta “società civile”, quella che oggi viene (più correttamente) chiamata lagggente, persone che aveva talemente in livore la vecchia classe politica da voler prendere le loro poltrone, solo però seguendo la propria visione del mondo.

Questi signori praticamente venivano dalla realtà del “bar sport” e non amavano i vecchi politici perchè avevano uno stile più elegante e misurato. Certo, ovviamente non voglio dire che tutti i vecchi politici fossero dei lord, ma almeno la tendenza a livello sociale era volta a migliorare il livello culturale e sociale della società intera e non a portarlo all’età della pietra. Pertanto, questa nuova classe politica, succedutasi alla vecchia aveva bisogno di consolidare il suo consenso, e per farlo aveva bisogno di adeguare al realtà sociale italiana alla realtà da bar sport dove erano usi andare a passare tempo.

Dovevano quindi creare l’uomo nuovo.

La storia dei totalitarismi ha insegnato che per plasmare l’uomo nuovo adatto al regime bisogna partire dall’educazione. Ed ecco quindi che a ridosso degli anni ’90 iniziarono le prime riforme della scuola che hanno distrutto il sistema educativo nazionale come si conosceva allora. Si iniziò con l’abolizione degli esami di riparazione nel ’94 e l’abolizione della condotta nel ’99.

Queste riforme hanno provocato due effetti:

  • Avvantaggiare i più ignoranti e i più immeritevoli, sfavorendo gli studenti con il miglior rendimento;
  • Avvantaggiare i più maleducati e i più indisciplinati a sfavore dei ragazzi più educati e rispettosi delle regole di condotta civile.

Certo, questa potrebbe sembrare una contraddizione, visto che i regimi totalitari nella maggior parte dei casi tendono molto a spingere verso il rispetto per la disciplina e per il merito. Ma questo perchè l’idea di fondo è spingere le nuove leve verso la fedeltà e il rigore ideologico ai valori dell’ideologia di riferimento del regime.

Nell’ideologia gentista (o della società civile, dir si voglia) non si vuole indottrinare a un nuovo pensiero, ma ad una mentalità, che è appunto quella dell’uomo da bar, dell’uomo da stadio.

uomo nuovo comunista
Monumento ritraente l’uomo nuovo socialista
uomo nuovo ggentista
L’Uomo nuovo gggentista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concluso il primo step, ovvero l’indottrinamento delle giovani generazioni, si passò al secondo, ossia la propaganda attraverso i media. Se notate, tutti i media per anni e anni hanno martellato in maniera incessante su un particolare tipo di immagine: l’italiano medio. Si è fatto per anni passare da parte di radio, televisioni e siti internet un’idea malsana di Italiano: ignorante, grezzo e rozzo, e fatta passare come l’unico modello di essere umano possibile.

E anche qua, perchè? Perchè era funzionale al progetto dei partiti per guadagnare consenso. Siccome la maggior parte della “crema” dei partiti che hanno governato l’Italia dagli anni novanta in poi era composta da individui di tal fatta, questi avevano bisogno che si plasmasse un tipo di elettore, un tipo di popolo che si confacesse alle proprie caratteristiche personali.

Un piano diabolico, che nemmeno nella ex Germania Est avrebbero osato immaginarselo.

Ma come tutti i piani c’è sempre il rovescio della medaglia. L’operazione è ormai compiuta, l’uomo nuovo italico è diventato egemone, ma i frutti non li stanno più raccogliendo i vecchi partiti, ma i movimenti di nuova formazione.

Tutti si domandano come mai il M5S, nonostante le magre figure compiute in questi mesi non pare aver perso il proprio consenso, anzi, l’ha addirittura aumentato. Sicuramente centreranno gli scazzi interni al PD e al CDX, ma la verità è che il 5 stelle vince semplicemente perchè raccoglie i frutti coltivati da altri in passato sul processo di metamorfosi culturale realizzatosi in Italia a partitre dagli anni ’90 ad oggi. Il M5S, in sostanza, è un partito fortunato, perchè non ha bisogno di creare l’Uomo Nuovo. Questo esiste già, lo hanno creato altri, i grillini si sono limitati soltanto a dargli una casa comune.

Evoluzione del pensiero marxista

L’economista austriaco J.A. Schumpeter, a riguardo dell’anticapitalismo, era uso dire:

“Gli anticapitalisti sono come quei giudici che hanno già emesso la sentenza di condanna prima del processo e l’unico modo per difendersi è cambiare l’atto di accusa”

Infatti, se andiamo indietro nel tempo, scopriamo che il capitalismo è stato accusato di tutto e il contrario di tutto. Ai tempi di Marx era accusato di rendere tutti troppo poveri. Ai tempi di Mao era accusato di rendere tutti troppo ricchi. Ai tempi di Fusaro viene accusato di rendere tutti troppo ricchioni.