Sulla Giornata della Memoria e affini

Ho iniziato a simpatizzare per il popolo ebraico e a prendere le sue difese grazie alla scuola, ai miei insegnanti di storia e alle varie attività integrative. Non appartengo quindi alla platea che per diversi (talvolta anche giusti) motivi che ritengono il Giorno della Memoria inutile, se non dannoso.

Ciò non vuol dire, comunque, che sia tutto perfetto e lineare. Perchè il problema principale del ricordo della Shoah è che esso viene studiato e analizzato utilizzando schemi ormai superati nel nostro tempo.

Se andiamo a vedere nelle scuole, la storia dell’Olocausto viene insegnata ormai con metodi vetusti. Si utilizzano e ripetono le stesse metodiche da trent’anni a questa parte. Per carità, “Jona che visse nella Balena” è un bel film, così come “Schindler Lists” e affini. Ma oggi, dopo che l’antisemitismo si è evoluto nella sua forma attuale, tutto questo non basta più.

Oggi l’antisemitismo è principalmente odio per Israele, e se l’obiettivo della Giornata della Memoria è creare gli anticorpi per l’antisemitismo nessuna istituzione non può non tenerne conto.

Ecco perchè gradirei che oltre a ricordare Auschwitz, Birkenau e Mathausen si ricordasse anche di Gerusalemme, di Tel Aviv e di Cannan. Della storia degli ebrei sopravvissuti dopo la guerra, che ancora marchiati da anni di persecuzioni e torture hanno trovato il coraggio di autodeterminarsi e vincere nemici feroci tanto quanto i nazisti.

Quando feci le medie, per il giorno della Memoria ci fecero vedere Schindler’s List in Auditorium, e tutti ci commuovemmo. Ma se fossi un professore di storia, oggi, non farei vedere tanto Schindler’s List, o almeno non solo, farei vedere un altro film. Si chiama Exodus, che è anche un piccolo capolavoro di cinematografia

In conclusione, per salvare il Giorno della Memoria (e ciò che ne consegue), non basta più focalizzarsi sul primo tempo. Bisogna ricordarsi anche del secondo tempo.

Outing

Mi sono sempre definito un antimonarchico. Sarà per via delle tradizioni di famiglia (tutte fieramente anti-monarchiche); sarà perchè sono una testa calda, ma non ho mai tollerato l’idea che sopra di me ci sia un tizio con la testa coronata che decreti cosa fare o non fare, cosa e giusto o non è giusto.

Ecco perchè sono contro i sovrani. Sia che essi si chiamino Savoia, sia che essi si chiamino Popolo.

Studiare non serve a niente: ora lo dice anche il Ministero – Linkiesta.it

Nella classe che frequentavo io, c’era un gruppo ben nutrito di ignorantoni originari della campagna, i quali non facevano mai un giorno d’assenza (se non quando c’erano gli scioperi).
Questo perchè preferivano andare a scuola a passare tempo piuttosto che rimanere in casa a zappare.

Cavolate in libertà

Un interessante articolo de l’inkiesta sulla scuola.
Sorgente: Studiare non serve a niente: ora lo dice anche il Ministero – Linkiesta.it

Studiare non serve a niente: ora lo dice anche il Ministero
L’istruzione italiana si arrende in via ufficiale: basta la media del sei per accedere alla maturità. Una bandiera bianca dopo anni di invettive contro il ’68 e il 18 politico, di promesse di riforma e di obiettivi sulla media europea. In Italia lo studio non dà cultura e nemmeno un lavoro

Anni di invettive contro la cultura sessantottina, i disastri fatti dal ’68, la piaga educativa dei genitori venuti del ’68, dei professori formati dal ’68, dei libri scolastici prodotti dal ’68 e soprattutto delle scuole del ’68 iconizzate dal surreale istituto sperimentale Marilyn Monroe di Nanni Moretti, dove la foto del presidente della Repubblica è sostituita da quella di Dino Zoff e i professori tengono lezioni su…

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Operazione Gazai Freedom

Allora. Siccome siccome mi sono rotto i coglioni di tutte queste puttanate che si leggono in giro sul webbe in merito al conflitto israelo-palestinese, che vorrebbero che le cause del terrorismo internazionale siano tutte colpa di Israele, che non sarebbe altro che un progetto dei perfidi neocon che hanno volutamente destabilizzato il Medio Oriente per perpetrare il caso perenne a danno dei poveri innocenti del resto del mondo.

Si potrebbe ricordare a lorsignori che i neocon negli anni ’40 ancora non esistevano e che prima di Israele non esisteva neanche Domenica 5, ma non credo che si possa accusare Israele anche di questo, o sbaglio?

Ma a parte questo, andiamo al punto e affrontiamo una volta per tutte questa stronzata.

Ammettiamo per un secondo che la teoria sia vera, sarà sufficiente far sparire Israele. Ma come? Non puoi fare scomparire uno stato semplicemente schioccando le dita o agitando la bacchetta magica. E non puoi farlo scomparire manco a colpi di risoluzioni internazionali, perché a meno che non mandi i caschi blu a far rispettare “la legge” quello stato potrebbe fregarsene bellamente.

E allora che si fa?

L’esperienza storica ci dimostra che dall’età della pietra, l’unico modo per far sparire uno stato è dichiarargli guerra. Una guerra “umanitaria”, in questo caso. Un po’ come quella combattuta da D’Alema in Kossovo o Bush in Iraq.

Benissimo. Immaginiamo allora che si costituisca una “coalizione dei volenterosi” col compito di bombardare Israele e smantellare il suo apparato. Si aprirebbe quindi una guerra, la cui fase sarà, con elevate probabilità, lunga e sanguinosa. Perchè l’esercito israeliano non è come l’esercito iraqueno o come quello libico, è molto meglio addestrato e ampiamente equipaggiato, non è quindi neanche detto che perda la guerra.

Ma ammettiamo anche che la “coalizione dei volenterosi” riesca a invadere Israele, occupare la capitale, arrestare Netanyahu e processare l’intero governo per crimini contro l’umanità (la famosa Norimberga contro Israele che tanti finissimi intellettuali vorrebbero). Vengono tutti condannati a morte per impiccagione, ai palestinesi viene riconcessa tutta la terra “sottratta” e Israele è finalmente smantellato.

Tutto bene? Tutti felici? Tutti contenti? No. Perchè dopo aver portato avanti questa brillante operazione militare che ha esportato la giustizia e i diritti umani, e sconfitto un pericoloso regime terrorista ecco che ricomincia il casino. Un casino, al cui confronto la destabilizzazione provocata dagli interventi in Afghanistan e Iraq sembreranno pruriti nel fondoschiena.

Innanzitutto, si creerà un vuoto di potere. Ma come? Non ci sarà lo Stato Socialista Palestinese Rosso come il Sol dell’Avvenire? No, perchè lo statuto di Hamas, e dell’OLP prima di lui, non è mai stato quello di creare uno stato palestinese, ma di distruggere Israele. Quindi no, non ci sarà nessuno stato palestinese, anche perchè gli stessi “fratelli arabi” sarebbero i primi ad impedirlo.

Avremmo innanzitutto la Siria che correrà a mobilitare le truppe per riprendersi il Golan. A quel punto, la Giordania e la Turchia, preoccupati dell’espansionismo della Siria (cooptato dagli iraniani) inizieranno anche loro a rivendicare parte dei territori, e il clima potrebbe farsi ancora più scottante se entrassero in gioco anche l’Egitto e l’Arabia Saudita, preoccupati a loro volta di un espansione sciita da est.

Inoltre, si aprirebbe un pericoloso e micidiale conflitto etnico e religioso, che vedrebbe coinvolti da una parte i sunniti e gli sciiti che se la darebbero di santa ragione e dall’altra, tra arabi ed ebrei. Il terrorismo riesploderebbe con ancora maggior potenza e saremmo quindi punto ed accapo.

Pertanto, con la scelta di distruggere Israele otterremmo i seguenti risultati:

  • Una super destabilizzazione del M.O. che, a differenza di quello che ciarlavano gli espertoni con la laurea su youtube, porterebbe non solo a un escalation del conflitto, ma anche ad atti di genocidio e pulizia etnica che in confronto i Balcani sembravano il paradiso di Biancaneve;
  • Un espansionismo di una parte del mondo islamico a discapito dell’altra che porterebbe a un aumento del terrorismo internazionale;
  • Un aumento dell’influenza Iraniana e Turca che avrebbe inevitabili influssi negativi sull’Occidente.

Perché vedete, cari miei, voi che vi lamentate del fatto che la caduta del Muro di Berlino ha aperto le porte del turbocapitalismo liberista anglosassone, non state tenendo conto che da un’altra parte esiste un altro muro difensivo, che non si trova in Germania, ma si trova a Gerusalemme, e se quello cade, cari fessi, il prossimo turbocapitalismo a cui dovrete pagar dazio sarà quello islamico, il quale, detto tra noi, non è molto meglio di quello anglosassone, è molto peggio.

Nel Paradiso degli Onesti

Nel Paradiso degli Onesti tutti hanno una casa e un pasto caldo.

Le case sono costruite con giunchi di bambù coltivati in apposite riserve bio, questo per evitare l’inquinamento provocato dal cemento armato e dalla speculazione delle lobby dei palazzinari.

I pasti vengono serviti nelle apposite mense pubbliche una volta al giorno. Ma il lunedì, il mercoledì e il sabato sera è d’obbligo per tutti osservare il menù vegano (sempre che il medico non prescriva una dieta per le persone con certe esigenze alimentari. Il medico, ovviamente non deve essere iscritto a Big Pharma ed essere scettico sui vaccini).

Nel Paradiso degli Onesti nessuno ha un lavoro, ma tutti hanno uno stipendio.

Il lavoro retribuito è stato abolito. Questo perchè chi riceveva uno stipendio era giocoforza costretto a venir pagato dal suo datore di lavoro, e se veniva pagato dal suo datore di lavoro significa che doveva perdere la sua capacità di giudizio autonoma e quindi sostenere robe astruse come la terra rotonda o negare cose palesemente ovvie come le scie chimiche e il signoraggio.

Lo stato elargisce a tutti un reddito di cittadinanza che sostituisce la vecchia pratica del lavoro retribuito. Un reddito uguale per tutti indipendentemente dalle capacità e dai bisogni.

Le grandi industrie e le banche sono state nazionalizzate. Ogni hanno viene eletto mediante suffragio on-line a sorte, un cittadino qualunque da mettere a capo dei rispettivi CdA. Unici requisiti rischiesti: aver compiuto 18 anni e avere la fedina penale pulita. Modalità di candidatura: un breve video di presentazione di 5 minuti massimo.

Le fattorie sono state collettivizzate e riunite in grandi spiegamenti di terreni, al fine di agevolare le coltivazioni a Km 0. Per garantire la massima genuinità delle colture, tutti i fertilizzanti sono stati vietati, l’uso degli OGM vietato per legge e anche i trattori sono stati vietati, in quanto si scoprì che andavano a benzina e provacano inquinamento. Ogni giorno le massaie si svegliano alle sette del mattino e si dedicano alla mungitura delle vacche. Il latte però non viene destinato all’alimentazione degli umani, ma all’alimentazione delle vacche stesse; poichè bere latticini prodotti da specie animali diverse da quelle umane potrebbe produrre cancro e pestilenze, nonchè apparrebbe come un evidente comportamento contronatura (si è mai visto un coniglio bere latte di montone? Eh??? Eh???). I bambini, come i loro antenati nelle indie del ‘500 (gli anni in cui sì che si viveva bene) bevono normale latte di donna come tutti gli altri, anzichè quelle brodaglie contronatura prodotti dalle multinazionali speculatrici. Anche i macellai sono stati aboliti, o ogni uomo o donna o animale può metter su famiglia grazie al matrimonio tra specie diverse.

In tutti i granai sono stati incisi gli immortali slogan del Movimento:

“ONESTA’ ONESTA’ LA KASTA NON PASSERA'”

“UNO VALE L’UNO TUTTI GLI ALTRI NON SON NESSUNO”

e ogni volta che i contadini iniziano a soffrire la fatica del lavoro, ecco che gli basta leggere gli slogan per trovare di nuovo conforto.

Il Venerdì non si lavora. Si osserva il giorno dell’Agorà. Si tratta di un rituale (a)religioso, (a)politico e (a)partitico dove i cittadini si riuniscono tutti sotto lo stesso meet-up e osservano alcuni precetti. Il primo precetto da osservare è quello della “votazione”. Si vota on-line su un determinato argomento già deciso e predeterminato. Possono votare soltanto tutti i cittadini che godono dei diritti civili e politici e che hanno fatto la prima comunione.  Per tutti gli altri, il secondo precetto da osservare è la “confessione”, dove ognuno  in maniera del tutto trasparente (ma senza streaminig) confessa i peccati commessi durante la settimana. Per ottenere l’assoluzione plenaria, il confessante deve recitare a voce alta e cantilenante la formula “E ALLORA IL PD?????” e verrà automaticamente assolto dai suoi peccati.

Nel Paradiso degli Onesti, tutti sono onesti e non esistono reati e malversazioni. Capita però che a volte appaiano certi dissidenti che predicano pensieri e comportamenti eterodossi. Persone cattive che abbattono alberi, venditori di tabacco sotto banco o che tengono nascoste le bistecche nel frigorifero.

Questi non sono altro che agenti della Kasta sotto copertura che tentano di inquinare l’armonia della comunità gettando discordia e discredito. Essi vengono puniti severamente attraverso opportuni tribunali del popolo, e vengono deportati in opportuni campi di rieducazione dove  dopo un duro e rigido percorso fatto di dieta vegana quotidiana e massacranti esercizi di yoga, vengono riportati sulla via dell’onestà.