Lettera ai sindacalisti della libertà assoluta – ovvero contro la bufalizzazione della nostra cultura

Cari sindacalisti della libertà di nonsisacosa,

voi che vi ritenete difensori e custodi della libertà assoluta (che non esiste, ma si sà, l’importante è crederci comunque) che vi aggirate sui social network predicando l’amore per l’intollerante e la carità cristiana per il negazionista, voi che siete così tanto aperti e magnanimi che ritenete che tutti debbano avere diritto a una seconda possibilità (tranne chi è negro, gay o è stato bullizzato a scuola) e adesso versate lacrime di coccodrillo e vi stracciate le vesti per l’attentato alla libertà d’espressione perchè vorrebbero sanzionare le bufale.

“Ma sì, che vuoi che sia? Alla fine sono opinioni” rispondete sempre, “le opinioni sono solo parole. Non hanno mai ucciso nessuno”. Avrebbero qualcosa da ridire quei milioni di russi finiti nei gulag in virtù di “opinioni” come lo erano le teorie marxiste, così come avrebbero da ridire i milioni di morti nei lager in virtù delle innocenti opinioni hitleriane, per non parlare poi dei cristiani copti in egitto ridotti in minoranza dalle “legittime” opinioni di un ex mercante di cammelli sposato con una decenne, ma lasciamo perdere.

I sindacalisti li conosciamo, appena ottengono un diritto, ne vogliono poi un altro impossibile da ottenere. Questo è un comportamento che hanno tutti i sindacalisti di tutte le sigle e pure voi, cari Sindacalisti della Libertà Assoluta (S.L.A.) siete della stessa pasta. La libertà d’espressione è sicuramente un diritto inalienabile, ma siccome voi siete sindacalisti dovete sindacare anche su quel diritto. Stesso film che si è visto nel ’68, quando dopo la battaglia (sacrosanta) per il diritto allo studio si è passati alla battaglia per il 18 politico, la battaglia per mettere allo stesso livello asini e intelligenti, scansafatiche e produttivi.

Ora, nel nuovo delirio egualitarista si vorrebbe mettere allo stesso livello bufale con scienza, realtà con menzogna. E  non vi immaginate neanche i fallaci slogan che vengono tirati fuori per legittimare il loro finto-progressismo liberale.

Alcuni dicono che tentare di bloccare le bufale complottare sia come tornare alle persecuzioni contro Galileo e Giordano Bruno. Peccato che questa sia una cagata pazzesca pari soltanto a quella del Gesù arabo-palestinese. Perchè Gesù (e mi dipiace a voi cari antisionisti bufalari) non era arabo, era ebreo, e se fosse vivo oggi non sarebbe perseguitato dal Mossad, ma da Hamas. Così come paragonare Giordano Bruno o Cristoforo Colombo a i bufalari è ridicolo, visto che se fossero ancora vivi i bufalari li accuserebbero di essere pagati dalla Kasta(1).

Ma la giustificazione più divertente è quella secondo cui le bugie e le falsità vanno accettate perchè rientrerebbero nella sfera della libertà d’espressione. Benissimo, allora perchè vi lamentate quando i politici vi raccontano balle? Esercitano solo la loro libertà d’espressione. Perchè quindi vi incazzate?

Berlusconi diceva che avrebbe creato un milione di posti di lavoro e che avrebbe reso l’Italia un paese liberale. Era una bufala? Non lo so. Ma anche se fosse? Berlusconi ha semplicemente esercitato la sua libertà d’espressione.

Renzi diceva che non avrebbe mai fatto il Presidente del Consiglio e diceva a Enrico di stare sereno. Era una bufala? Parrebbe di sì, e allora? Ha semplicemente esercitato la sua libertà d’espressione. Perchè allora vi incazzate?

Perchè vedete, cari i miei Sindacalisti della Libertà Assoluta, quando decidete un modello sociale, non potete scegliervi voi i pezzi del pacchetto che vi convengono di più. O ve lo prendete tutto o non ve lo prendete affatto. Ma si sà, mai nessuna lobby fermerà l’inarrestabile marcia delle fantasia al potere(2).

Omeopatia o muerte!


(1) Galileo sosteneva l’eliocentrismo, diversi bufalari sostengono invece l’opposto. Cristoforo Colombo sosteneva che la terra fosse tonda, la maggior parte dei bufalari crede che la terra sia piatta. Come si possano paragonare non lo capisco. Poi penso alla teoria del Gesù arabo e allora mi è tutto più chiaro.

(2) Lascio poi quest’ultima chicca dove si parla di un fulgido esempio di libertà d’espressione. Dove li mettiamo questi? Tra i galileiani, I giordanobrunoiani, o i socratici?

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3 pensieri su “Lettera ai sindacalisti della libertà assoluta – ovvero contro la bufalizzazione della nostra cultura

  1. Ieri ho letto un tentativo di smentita su una bufala con pronta risposta che esortava a “svegliarsi” perché non importava se la determinata bufala fosse stata pronunciata davvero e quindi fosse vera. Importava solo il concetto che esprimeva. Un po’ come con i Protocolli dei savi di Sion. Non importava fosse una becera propaganda antisemita, l’importante era che, vero o non vero, gli ebrei erano cattivi.
    Chi diffonde le bufale e chi ci crede sono pericolosi criminali con il potere di far esplodere guerre e disastri di portata mondiale.

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  2. L’ha ribloggato su Cavolate in libertàe ha commentato:
    Gli SLA non lottano per la libertà di parola; essere per la libertà di parola significa anche il voler tollerare, in suo nome, che anche gli altri utilizzino tale libertà per dire cose che non ci trovano assolutamente d’accordo. Gli SLA invece lottano perché le loro opinioni, in nome di una malintesissima uguaglianza, abbiano lo stesso valore dell’opinione di un insigne scienziato, che le loro strampalate opinioni siano uguali, come peso e valore, a fatti scientifici acclarati. Il caso della senatrice Blundo e della “magnitudo ribassata” è un caso da manuale; quello che offende è il sentirsi dire: stai dicendo un mare di cazzate.

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