Non so se l’avete notato

Ma come mai tutti quelli che si lamentano e frignano per la “perdita dei diritti” sono poi i primi ad elogiare robacce tipo Hamas, Hezbollah,  Isis, Castro, Chavez, Pol Pot, Kim Jong – Il, la Cina, Hitler, Khomeini, Stalin e chi più ne ha più ne metta, che i diritti li hanno soppressi, e poi lanciano strali contro paesi come Israele, dove i diritti tutti invece vengono difesi?

Il filosofo cane e lo scienziato gufo

Splendida favola di Luca Sadhaka, da leggere assolutamente !!!

“IL FILOSOFO CANE E LO SCIENZIATO GUFO”.
C’era uno volta un filosofo cane che, fra una rosicchiata ad un osso ed una pennichella, passava il giorno a non fare nulla oppure lavorando in uno di quei luoghi tristi ed angusti chiamati “Call Center” (una sorta di Ade dove le anime in pena vagano nella speranza di racimolare una ciotola di croccantini).
Forse per noia, forse perchè era un gran giocherellone, forse per frustrazione dato che il Call Center non lo sfamava abbastanza, un giorno il filosofo cane decise di andare a dar fastidio ad un saggio e scientifico gufo.
Eccolo li sull’albero, pieno di piume ed occhialuto, ricurvo che scriveva numeri e parole e guardava manuali di anatomia. Come un alchimista armeggiava con piastre petri, palloni, centrifughe, pcr e pipette. Sembrava uno stregone o un sacerdote, ed il tutto era finalizzato unicamente ad inseguire questa fede chiamata “scienza”… o per lo meno, questo è quello che pensava lo sciocco e superficiale filosofo cane.
“Oh gufo scienziato!” il latrato del cane ruppe il silenzio.
“Come mai perdi tempo così? Non saprai mai davvero se quello che stai ricercando funziona, neanche se lo provi mille volte con successo!
Al massimo avrai, forse, la certezza della verità del risultato unicamente per quei mille tentativi, ma non puoi sapere se effettivamente funzionerà ugualmente anche con gli altri!
In teoria potrebbe non essere così, il tuo metodo di ricerca è solo un meccanismo basato sulla fede! Tu dai per scontato che il tuo risultato sia universalmente valido. Non sai nulla!”
Il gufo scienziato, finendo di annotare i dati raccolti in doppio cieco (metodologia che il cane filosofo ignora), alzando un folto sopracciglio rispose:
“La questione, o cane di un filosofo, è che non comprendi che dietro alla scienza c’è un problema reale che va risolto… e spesso va risolto subito. Come ad esempio la malattia.
Tralasciando l’importanza della ricerca di base, e quindi il valore di superare sempre di più i limiti della conoscenza, parliamo di scienza applicata. Questa non è una fede poichè si basa su fatti dimostrati e la sua validità è ampiamente comprovata fra pubblicazioni e revisione fra pari. Se invece ci si perde in inutili ragionamenti e non si considerano i dati sperimentali, o non si sanno raccogliere, si finisce per non concludere nulla e non risolvere il problema… trovandosi in mano solo un pugno di vuote parole e tanti morti sulla coscienza.”
Il filosofo cane, non comprendendo realmente le parole del gufo, cominciò a ridere e, sparando una serie di nomi di altri filosofi per dar credito alla propria tesi, disquisendo sull’impermanenza della vita, interrogandosi su cosa è “reale” o “non reale”, arrivando addirittura ad affermare che ogni percezione è solo nella propria mente, finì con il dire: “Ho dato ben due esami di epistemologia in facoltà e quindi sono più che abilitato e autorizzato a poter parlare di scienza con cognizione di causa, proprio come Karl Popper!”
Sentendo quel nome, il gufo scienziato trattenne le risa:
“Caro il mio filosofo cane, l’amico Karl Popper è un Titonide della famiglia degli uccelli Strigiformi proprio come me, e lui stesso si consultava con me per capire cosa facessi e mi aiutò a risolvere molti dei miei problemi. Per poter parlare di epistemologia si deve conoscere sia la filosofia, sia la scienza, non basta solo una delle due cose… altrimenti è come pretendere di correre quando si è manchevoli di una zampa.
Tu restatene pure con le tue vuote parole nel tuo call center, io sono troppo occupato a salvare vite per ascoltarti.
Ora vattene e lasciami lavorare.”
Così dicendo, il gufo tornò ad armeggiare nel suo laboratorio ed il filosofo cane, impettito ed indispettito, se ne andò.
Passarono i giorni, venne l’inverno, venne la carestia, vennero tutte quelle cose che fanno calare il sistema immunitario e alla fine ti becchi una malattia che non sai cosa è, ma ti esce sangue da ogni orifizio… ed il cane, ignaro di tutte le profilassi necessarie per salvaguardare la sua salute, come possiamo ben immaginare, se la beccò.
A nulla servirono i decotti di limone e peperoncino, a nulla le camomille e le minestrine, addirittura prese l’imodium nella speranza di tappare ogni buco… ma senza successo.
Il sangue continuava ad uscire.
Decise allora di prendere l’aspirina, acido acetilsalicilico, ma fece solo peggio, fluidificò così il suo sangue e rallentò la coagulazione, facendosi solo più male.
Senza pensarci due volte, il filosofo cane deperito e senza forze, fra un dolore e l’altro, si trascinò cencioso dal gufo scienziato gridando:
“Aiuto, aiuto! Sto morendo, ti prego, salvami!”
Il saggio e scienziato gufo lo visitò a lungo e poi disse:
“O cane di un filosofo, fino a prima di stare male mi denigravi, dicevi che la mia era una fede e che non potevo avere certezza alcuna dai miei dati sperimentali. Dicevi che mancavo di metodo e che ero troppo mentale. Dicevi che non so tutto, dicevi che non so nulla di nulla e che la verità e ben altra… eppure eccoti qui sdraiato nel lettino del mio ospedale.
Hai finalmente capito che non puoi esser curato con le tue vuote parole?
Meriteresti di non esser aiutato da me, ma dato che ho fatto il giuramento di Ippocrate, ti salverò comunque la vita. Che ti sia di lezione.
Tu sei malato di ignoranza, i tuoi livelli di fallacie logiche nel sangue sono troppo alti ed hai preso un virus chiamato “bias cognitivo”. In questo momento perdi sangue per colpa dell’effetto Dunning-Kruger.
L’unico modo per curarti è darti questo vaccino che si chiama ‘scienza’, che è stato fatto negli anni da persone sagge seguendo rigorosi metodi di analisi e raccogliendo dati in tutto il mondo. E’ un patrimonio di tutta l’umanità.”
Una volta vaccinato contro l’ignoranza, il filosofo cane guarì e smise di essere un cane, diventò un sano e normale filosofo e fu in grado di capire finalmente il valore della scienza.
In gufo scienziato, soddisfatto del successo, aggiunse:
“Finalmente comprendi che la mia non è fede e comprendi l’importanza dei dati sperimentali. Va ora, sei guarito.
Che il Prodigioso vegli su di te”.
Sul momento il filosofo non capì cosa si intendesse con “Prodigioso”, ma questa è un’altra storia…
La vicenda si conclude quindi quì, con la scienza che serve da vaccino contro l’ignoranza, sperando che qualche altro filosofo cane capisca che non basta dare due esami in epistemologia per poter parlare di scienza e sanità pubblica… e nella speranza che i filosofi non-cani trovino lavoro e non sprechino il loro talento nei call center.

Fonte: https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FVOGLIOFAREILBUDDHA%2Fposts%2F642007115970774&width=500

Perchè Fallischaung?

Visto che questo è il 101° post, colgo l’occasione per dissipare tale enigma.

Se avete cercato la parola su Google Translate o su un dizionario di tedesco avrete notato come non avete fatto altro che perdere tempo. Questo perchè, ovviamente, la parola non esiste, in quanto è un neologismo inventato dal sottoscritto basato su 2 parole: “Welthanschauung” e “fallo”. La prima, è una parola tipica della filosofia tedesca, non traducibile letteralmente in lingua italiana, che può essere intesa come: “visione del mondo”, o “concezione del mondo”. La seconda invece si riferisce al “fallo”, che non è quello del calcio, ma è inteso come genitale maschile o più volgarmente: “cazzo”.

 Ecco, questo è il significato di fallischaung. Oggi Viviamo nella Grande Epoca delle Seghe Mentali e fallischaung mira, in maniera del tutto astratta, a concettualizzare (ma anche  sfottere) quel meccanismo mental-pompinistico che porta a dare alle  cazzate un profondo significato umanistico e ideologico.

Perchè voterò sì al Referendum

– Perchè sono fascista;

– Perchè sono comunista;

– Perchè sono libberista (con due b, sì);

– Perchè sono pagato dai Poteri forti;

– Perchè sono pagato dal Mossad;

– Perchè sono pagato dalle elites;

– Perchè mi piace bere;

– Perchè mi piace fumare;

– Perchè mi piace la carne rossa e la verdura mi fa schifo;

– Perchè non ho alcun rispetto per gli esseri umani e per la vita umana e animale in generale.

– Perchè, in pratica, se io vedo un cucciolo di cerbiatto che mi attraversa la strada, accellero e ci passo sopra. E se ancora si muove, faccio marcia indietro.