Non Combatteranno per Voi

Concordo su tutto, anzi, mi permetto di rinforzare il discorso con una chiosa su Blondet. Costui per anni ha martellato i maroni con Israele e gli ebrei (pardon, sionisti), ricordo perfino una puntata di Matrix di una decina anni fa dove lui, ospite assieme a Giulietto Chiesa, faceva intendere che dietro l’attentato alle Torri Gemelle ci fosse Israele, quando perfino Borghezio aveva capito che dietro c’erano i fondamentalisti islamici. E quindi che pretende? Che adesso dopo anni che a destra e a manca si dice che i mali del mondo provengono da Israele ci si metta a fare la guerra santa contro gli islamici?

Buseca ن!

Uriel Fanelli - il vecchio avatar Uriel Fanelli – il vecchio avatar

A leggere Funny King in «Non Combatteranno per Voi» sembra proprio l’Uriel Fanelli dei tempi andati. Se non sapessi che non sono la stessa persona… 🙂

Son proprio gli stessi temi!

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5 pensieri su “Non Combatteranno per Voi

  1. da un punto di vista “interno” dei ggggiovani millennials secondo me commette il classico errore di scambiare un cambiamento di modalità per un cambiamento di sostanza.
    i giovani di oggi non “combatteranno” perché sono menefreghisti tanto quando (e forse più) i loro padri. il livello di coesione sociale che si trova in ambienti di studio (per fare un esempio) è 0.

    certo, sono più ambiziosi. certo, hanno più mezzi (che io stesso sfrutto). certo, sono più internazionali.

    ma tutto questo non è un cambiamento di mentalità. i baby boomers hanno spazzato via la paura della miseria e del baratro, quindi il bisogno da “mi devo sistemare” si è spostato a “mi devo realizzare” come nella più classica piramide. la scolarizzazione gli ha dato l’inglese, l’europa la libertà di movimento, internet un microcosmo in cui sguazzare; non si sono guadagnati un bel nulla, sono per lo più cavallette in gamba che hanno imparato a migrare in un ambiente ricco di possibilità. non combateranno né qui, né dove migrano.

    non per niente il time li(ci) ha chiamati “the me me me generation”.

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    • Mah, non è una questione di temere la miseria. Se non temessero (temessimo) la miseria quelli strumenti che tu citi non li userebbero, e continuerebbero a farsi manetenere da mamma e papà. Si combatte, in realtà, ma i metodi di “combattimento” sono cambiati.
      Quello che volevo dire io, invece è che certi “pensatori” hanno per anni gridato “al lupo al lupo” e adesso si ritrovano col rinoceronte dentro al bagno.

      Ma di questo e altro tratterò più accuratamente più avanti.

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