Non Combatteranno per Voi

Concordo su tutto, anzi, mi permetto di rinforzare il discorso con una chiosa su Blondet. Costui per anni ha martellato i maroni con Israele e gli ebrei (pardon, sionisti), ricordo perfino una puntata di Matrix di una decina anni fa dove lui, ospite assieme a Giulietto Chiesa, faceva intendere che dietro l’attentato alle Torri Gemelle ci fosse Israele, quando perfino Borghezio aveva capito che dietro c’erano i fondamentalisti islamici. E quindi che pretende? Che adesso dopo anni che a destra e a manca si dice che i mali del mondo provengono da Israele ci si metta a fare la guerra santa contro gli islamici?

Buseca ن!

Uriel Fanelli - il vecchio avatar Uriel Fanelli – il vecchio avatar

A leggere Funny King in «Non Combatteranno per Voi» sembra proprio l’Uriel Fanelli dei tempi andati. Se non sapessi che non sono la stessa persona… 🙂

Son proprio gli stessi temi!

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Il fardello dell’uomo rosso

Ho letto questo articolo che tratta la questione del rapporto tra destra e cultura e sinceramente non mi trovo daccordo su nulla.

Riassumendo, l’autore sostiene questa tesi:

  • In Italia essere colti e di destra è impossibile per colpa della scuola pubblica;
  • La colpa principale della scuola è di essere troppo orientata verso il cattocomunismo fin dagli anni ’50;
  • Pertanto, chi ha studiato di meno non ha subito l’influenza della cultura di sinistra e per tale motivo chi è di destra si esprime in un certo modo rispetto a uno di sinistra.

Come ho già scritto qui, ho trovato la tesi alquanto consolatoria, e di seguito ne spiegherò i motivi. Riporto in integrale l’intervento e commenterò i pezzi che non mi convincono.

In Italia è difficilissimo essere discretamente colti e di destra. Dopo la guerra, ma soprattutto dopo gli anni cinquanta, il sistema scolastico ha inculcato fin dalle scuole elementari gli ideali di compromesso fra comunismo e cattolicesimo post conciliare.

Innanzitutto non ho capito di quale cattolicesimo post conciliare si parla. Forse il riferimento è rivolto al Concilio Vaticano II, ma quello è stato varato nel 1962 e concluso nel ’65, è quindi impossibile che negli anni ’50 ci fosse un cattolicesimo post conciliare. Magari si può parlare di “cattolicesimo post-lateranense” e in effetti anche i sede di dibattito all’Assemblea Costituente i comunisti risultarono favorevoli a mantenere il concordato del ’29 per regolare i rapporti tra stato e chiesa.

Di conseguenza, se arrivi alla laurea sono vent’anni che leggi libri in cui c’è scritto che il nazionalismo è male, che i poveri sono bene, che la rivoluzione francese e russa sono bene, che il re è male etc. E’ chiaro che la maggioranza di chi si laureava fino a qualche tempo fa, finisse per condividere quell’insieme di valori che impedisce di essere di destra.

Bisognerebbe capire cosa si intende per destra. E’ vero che in genere è considerato di destra chi è favorevole a un certo tradizionalismo, ma le cose sono più complesse di così. Ci sono molti intellettuali di destra, come Lottieri, ad esempio, che sono favorevoli alla liberalizzazione delle droghe, ma da quel che so l’assumere stupefacenti è considerato un peccato mortale da molte persone di destra. Quindi la droga è di destra o di sinistra?

Per essere di destra dopo aver letto e ascoltato tutta quella roba occorre fare un grosso sforzo. Chi invece a scuola ci è andato poco o ha cazzeggiato, sicuramente è rimasto ignorante per molti versi, ma si è anche inconsapevolmente sottratto al lavaggio del cervello subito da chi ha studiato di più.

Oppure è caduto nel lavaggio del cervello di qualcos’altro. Lo studio difficilmente contribuisce a creare una mentalità omologata, certo se uno si limita a leggere i libri del corso e a fare i compiti della maestra la probabilità può esserci, ma non è determinante. Se bastasse la cultura scolastica per introdurre un certo pensiero non si capisce perchè in URSS avessero sentito il bisogno di inventare il KGB, eppure la propaganda iniziava fin dai tempi delle elementari, ma evidentemente non bastava. Così come non bastava nella Germania Nazista o nella Turchia Kemalista, quest’ultima ormai in pieno processo di reislamizzazione (a proposito, Erdogan è di destra o di sinistra?)

Quindi, non è che le idee di destra sono sostenute da ignoranti (e dunque in maniera ignorante) perché sono idee di basso livello, sono sostenute da ignoranti perché i colti sono stati educati ad essere di sinistra o al massimo liberali.

Non mi pare che sia così. Ci sono parecchi intellettuali e studiosi di area di destra (sempre che ovviamente si definisca cosa è di destra o cosa non è), che insegnano nelle università o scrivono sui giornali e le loro posizioni sanno spiegarle, e bene. Mi vengono in mente Cardini, Buttafuoco, M.Fini, Travaglio, Lottieri come ho già scritto, e Porro. Certo, uno può dire che Cardini è un tizio che la mena ogni tre per due con i massacri dei colonialisti inglesi in India e Buttafuoco si è pure convertito all’Islam, ma siamo sempre al punto di partenza, dare una definizione univoca di “destra” o “sinistra”, se è possibile, ovviamente.

Quei pochi colti di destra, trovandosi circondati da gente che la pensa diversamente, sono abituati a non dire ciò che pensano e se lo fanno, a stemperarlo con mille distinguo o con l’ironia, ma i meno colti se ne fregano e parlano liberamente. Ecco da dove viene quell’”assenza di pudore” che mostrano coloro i quali esprimono idee che non vi piacciono.

Non so chi siano questi di destra che hanno paura a dire ciò che pensano. Posto, che potrebbero anche esserci, per carità. Ma le persone che ho citato prima non si fanno problemi a dire la loro opinione, anche in maniera cruda e politicamente scorretta. Io non so se l’autore ha mai conosciuto qualcuno di AR o un evolista, qualcuno io l’ho conosciuto, e li ho ritenuti spocchiosi e saputelli tanto quanto un Umberto Eco qualsiasi.

Se ci fosse una cultura di destra solida, probabilmente molte persone che oggi esprimono idee istintive e brutali potrebbero ragionare meglio, in maniera più efficace e costruttiva, grazie a figure di riferimento con cui condividono le idee di fondo, ma si è preferito distruggere la cultura di destra, e ora vi tenete le ruspe.

E chi è che l’ha distrutta? Mi pare che nelle sedi del Fronte della Gioventù la cultura di destra veniva ben difesa e divulgata. Se cerchi su internet un best seller di Andrea Evola lo trovi sicuramente, così come di Hayek, di Friedman (quest’ultimo studiato alle università più prestigiose). Con tutto il rispetto questi mi sembrano gli stessi discorsi di quelli di sinistra sul colonialismo e il fardello dell’uomo bianco.

Infine, una chiosa.  A me sembra che oggi l’ignoranza stia dilagando tanto a destra quanto a sinistra (sempre che, ripeto, sappiamo metterci d’accordo su cosa significa “destra” e cosa “sinistra), e questo forse (ma dico forse) perchè negli anni si è pensato a tirare la giacchetta da una parte e dall’altra proprio il nostro sistema scolastico. Io piuttosto che domandarmi se il problema della scuola italiana sia più o meno cattocomunista è se essa oggi funzioni. Fino agli anni ’70 (dove il cattocomunismo imperava) avevamo i migliori licei e i migliori istituti tecnici industriali d’Europa. Oggi i licei sfornano capre ignoranti che non conoscono la differenza tra un sillogismo e un’assioma e istituti tecnici dove si insegna tutto fuorchè la tecnica. Ognuno può dare l’interpretazione che vuole delle cause. Secondo me il colpo di grazia l’hanno dato le riforme scolastiche degli anni ’90. Da una parte la riforma del centrodestra nel ’94, che ha abolito gli esami di riparazione, ultimo baluardo della meritocrazia nelle scuole italiane (ma la meritocrazia non era di destra?) e dall’altra la riforma Berlinguer del ’98 che ha abolito il sette in condotta, ultimo baluardo dell’educazione imposta nelle classi scolastiche (ma l’educazione e il rispetto delle regole non erano di sinistra?)(1)


(1) La mia professoressa di Scienze Naturali alle superiori amava dire che la scuola italiana è diventata un cesso perchè si è voluto imitare gli americani. Ecco, gli americani sono di destra o di sinistra?

Il politeismo olocaustico degli antisemiti

Sì, lo so, sembra un paradosso, ma se andiamo a sentire le opinioni degli antisemiti di tutti i fronti quelli che sono veramente adoranti di una religione olocaustica sono proprio loro, anzi più di una!

La cantilena dell’antisemita medio è sempre la stessa: “L’olocausto è una religione civile, chi si oppone al suo credo è un martire della verità e della giustizia bla bla bla sbroc sbroc…. Gli ebrei c’hanno troppo potere bla bla bla sbroc sbroc … e allora i palestinesi? bla bla bla … sbroc …sbroc….”.  Ma la cosa più ridicola di queste scorie azotate è che nel mentre fanno la morale paventando presunte “religioni civili” loro ne costruiscono un’altra su misura apposta per loro, esattamente identica, se non peggiore.

Una religione è caratterizzata da degli idoli. Secondo l’antisemita l’idolo della religione olocaustica sarebbe la Shoa, però anche loro per contrastarla utilizzano altrettanti idoli, ed elevano altri genocidi a rango di religioni.

Per esempio, capita molte volte che quando discuti con uno di questi che all’improvviso, dopo che lo hai messo alle strette ti tira fuori in ordine i vari massacri di massa che si sono perpetrati nella storia, da Montezuma a Toro Seduto Dagli Incas ai Sioux, passando poi per gli Indiani e i Palestinesi.

Per loro tutti questi genocidi hanno qualcosa di unico, di migliore. Il concetto che tirano fuori è semplice ed elementare che anche un ritardato capirebbe: gli ebrei stiano zitti, non sono loro le uniche merde che hanno subito persecuzioni e massacri di massa, anche l’alleato USA ha fatto lo stesso coi pellerossa e nessuno oggi si lamenta, anche i britannici hanno fatto lo stesso con gli indiani e nessuno se ne lamenta.

Ma come la girano e la rigirano, con tutto questo carico retorico verso il povero azteco massacrato dagli spagnoli o il povero pellerossa fatto fuori dagli americani non fanno che dimostrare che quelli che hanno veramente una religione civile sono proprio loro, e nemmeno composta da un idolo ma da quattro o cinque, almeno.

 

Guerra, terrorismo e informazione

Ho letto sul canale di Rick Du Fer, questa bellissima riflessione di Historical Eye. Un punto di vista molto interessante da leggere assolutamente:

Come scrivevo in un articolo sul mio sito appena qualche giorno fa, al giorno d’oggi, i più pericolosi terroristi non impugnano fucili e non stringono al petto bombe ma si nascondono dietro una tastiera o scendono in piazza con un megafono. La strategia del terrore , l’uso della paura e del terrore in guerra sono uno strumento antico che va di pari passo con la guerra e l’uso sistemico della violenza, pensiamo alla danza degli spartani al suono di flauti oppure a quella macchina da guerra efficace e compatta che era la legione romana, pensiamo all’orda barbarica o le grida dei Maori e pensiamo poi alle drakkar, alle marce del fuoco e ai roghi di villaggi per arrivare in fine ai ride aerei sulle trincee , i bombardamenti di città durante la seconda guerra mondiale ed in fine le guerre partigiane e di decolonizzazione per poi chiudere con i conflitti contemporanei. Il terrore è un elemento costante e fondamentale per determinare l’esito della guerra, che assolve ad una doppia funzione, da una parte ti pietrifica , scriveva Marshall nel 47 che molti soldati americani non riuscivano ad utilizzare le proprie armi da fuoco contro il nemico, ma in quegli stessi anni si sviluppa anche la teoria della “volontà di combattere” (se non erro ne parla tra gli altri anche lo stesso schmitt) che rompe la paura e spinge a combattere perché la paura di ciò che potrebbe accadere in caso di sconfitta è più forte della stessa paura della morte. Quella stessa morte che diventa un arma nelle mani del terrore (mi sto praticamente spoilerando tre video con questo commento) e che viene strumentalizzata ed usata dai più pericolosi terroristi, ovvero giornalisti di bassa lega e leader politici che non si capisce bene da che parte stanno e in alcuni casi sembra facciano di tutto affinché i “terroristi armati” riescano nelle proprie azioni. Come dicevo, la morte diventa uno strumento nelle mani di questi terroristi da piazza e tastiera, che concorrono allo stesso fine del terrorista armato, ovvero creare caos, paura e instabilità politica, in modo da poter, lla fine, sedere al tavolo delle trattative e condurre un negoziato in una posizione dominante, una posizione di dominio che non è data dal numero di vittime, ma da quanto siano “rumorose” quelle morti, vince chi fa più paura e per fare più paura è necessario rompere il patto tra le genti ed i governanti (guarda come ti cito Hobbes) che cede ai governi il monopolio della forza affinché questi possano garantire protezione e sicurezza, ma se quella sicurezza non può essere garantita ? cosa succede ? succede che il panico dilaga, il terrore si espande e alimentando intolleranza e sfiducia, di cui il terrorista (sia quello armato che quello da tastiera) si nutrono per ottenere i propri obbiettivi. E purtroppo, (hai usato la metafora del poker, vedo e rilancio con quella del pugile), un pugile terrorizzato cercando di proteggere il proprio volto, lascerà inevitabilmente un fianco scoperto sul quale l’avversario potrà colpire ancora e ancora. p.s. visto che li ho praticamente spoilerati in questo commento, hai l’obbligo morale di leggere/vedere “la strategia del terrore”, “le ragioni del terrore” e “la teoria del terrore” , la mia “personale” trilogia del terrore.

PS: ovviamente consiglio anche di guardare il video da cui è scaturita questa riflessione. Davvero interessante.

ADDENDUM: L’autore del commento mi ha consigliato la lettura di questo suo articolo scritto per Notizie Geopolitiche. Anche questo da leggere assolutamente.

Una modesta proposta per risolvere il problema del trolling

E’ sotto gli occhi di tutti che il principale problema di chi utilizza più spesso internet è  quello del trolling. Premetto subito che quando parlo di trolling non mi riferisco solo al coglione con la netiquette che viene a martellarti i maroni in nome “della libberdà d’ezbrezzione” riempiendoti la bacheca di stronzate, ma mi riferisco a quelli che serialmente compiono atti di mobbing(1), cyberbullismo e stalkeraggio vario.

Internet è l’esempio plateale che l’anarchia è un’utopia farlocca tanto quanto le altre ideologie. Una società senza potere può funzionare solo se c’è il diritto di discriminare, cioè poter decidere con chi si vuol stare e con chi ci si vuol relazionare, nei limiti dell’etica, ovviamente.

Ma come si fa? Ancora ancora se hai un blog puoi bloccare chi ti disturba, ma alla fine è solo un palliativo, a maggior ragione se uno possiede account social come Google+ o Facebbok. Tempo fa ricordo che litigai con un deficiente americano(2), un libbbertario (scritto proprio così, ma poi si sà, si scrive libbbertario ma si legge komunista) che sosteneva dall’alto della sua scienza che fenomeni come il cyberullismo sono cazzate perchè “è tutta una retorica di sinsitra volta a controllare il webbe”(3) che “si stava meglio quando si stava peggio” ” e allora i bambini che muoiono di fame in Africa? ecc…ecc…” “e poi si può sempre spegnere il computer, ecc…ecc…”. Beh il pirla, come tutti gli altri pirla(4) non c’entrava il punto, ovvero che internet in futuro diventerà obbligatorio nel suo utilizzo. Ovviamente per obbligatorio non intendo imposto dallo stato, ma imposto dalla realtà. E’ un po’ come col telefono, nessuna legge obbliga i cittadini a possedere un apparecchio in casa, eppure il 99% dei proprietari di case possiede un telefono, e se non hanno rete fissa hanno i cellulari.

Per questo motivo è necessario cambiare l’attuale paradigma. Internet non deve più essere considerato come roba di tutti, ma deve iniziare a basarsi su principi prorpietaristici. Non sto dicendo che deve diventare una rete a pagamento come ai tempi di Usenet, ovviamente, sto solo dicendo che chi possiede un blog o una pagina facebook, o ask, o twitter, deve essere considerato legittimo e assoluto proprietario dell’account di cui usufruisce. E non c’è nessuna contraddizione in questo. La rete telefonica è una rete pubblica, ovvero cui tutti possono usufruire, ma Tizio non può possedere lo stesso numero di Caio, ad esempio.

Come si può ottenere ciò? Qualcuno potrebbe proporre di ricorrere l’utilizzo del legislatore, ma personalmente non sono di questa idea, visto che nella maggior parte di casi si creerebbero leggi inutili e contraddittorie. Il problema allora va risolto all’interno.

Molte persone per proteggere la propria prorietà dai ladri installano degli antifurti in casa, e questa potrebbe essere già una soluzione. Sarebbe bello che gli esperti di informatica realizzassero un sistema di “antifurto” per proteggersi dai troll, una sorta di “cane da guardia informatico” per intenderci. Siccome non sono né un ingegnere né un informatico non posso spiegare come realizzarlo, ma io me lo immagino così:

  1. Scopri che il tuo sito è sotto minaccia da parte di troll e stalker;
  2. Apri questo “antifurto informatico” e lo utilizzi per scovare l’indirizzo IP del molestatore;
  3. A quel punto se il tizio continua a disturbare invii un link che apre un programma contenente un virus abbastanza potente da mettere fuori gioco il computer del tipo per un bel po’.

Ripeto, in quanto non ho competenze informatiche non so se un sistema del genere possa essere realizzato. Ma qualora qualche programmatore mi leggesse, e ritenesse che sì, può essere possibile, allora prego tenga in considerazione questa mia modesta proposta. Ne va del destino del progresso e del miglioramento della qualità della vita.


(1) Anche il mobbing divenetrà un problema “virale”. Se ne parla poco perchè la maggior parte degli impiegati è gente che ormai ha raggiunto una certa età e il computer lo usa solo entro certi limiti, ma in futuro le cose cambieranno sensibilmente;

(2) Rassista!!!111 Rassista!!!111 Ti lamenti dei kattivi bulli e poi fai il bullo a tua volta!!!1111 Rassista!!!!111 Fassista!!!111 Fassista!!!1111

(3) Fassista!!!!1111 Komunista!!!1111 Nemiko dei Merkati!!!!1111 Attentatore della Libbbbbbertà!!!1111

(4) Fassista!!!111 Kattivo!!1111  Violento!!!111 Sionista!!!1111 Sionista!!!!111 Si-oni-staaaaaa!!!!1111111