Negazionismo

Dico un paio di parole sulla legge approvata recetemente dalle Camere che introduce il negazionismo della Shoa come reato penale punibile col carcere.

Prima di dire la mia opinione sul decreto vorrei prima di tutto dire un paio di cosette in merito alle critiche sono state mosse contro la legge. Inizierò da quelle catastrofiste per passare a quelle quantomeno più sensate

Partiamo dalle catastrofiste.

Molti hanno contestato il fatto che con questa legge si voglia creare uno stato di polizia orwelliano che controlli l’opinione. A parte che questo continuo richiamo a Orwell non ha portato ad altro che fargli fare la stessa fine di Hitler, e comunque a me sembra molto più roba da stato di polizia l’obbligo di pagare una tassa ingiusta come il canone (canone che come giusto andrebbe abolito in virtù degli esiti di un vecchissimo  referendum), ma al di là di tutto questa affermazione mi sembra una fallacia ad hominem all’incontrario, visto che buona parte dei negazionisti vivere in uno stato di polizia orwelliano non dispiacerebbe affatto.

Un’altra opposizione catastrofista appartiene alla solita melassa di sinistra, secondo la quale tale legge servirebbe a distogliere l’attenzione dal conflitto israelo-palestinese. Non vedo cosa c’entri con questa legge, visto che loro sono sempre stati i primi a dire che antisemitismo e antisionismo sono due cose diverse, tra l’altro mi risulta che gli ultrasinistri non neghino affatto l’Olocausto, anzi, secondo loro Israele ne sta facendo un altro…

Un’altra critica, che chiamerei ibrida, in quanto a metà tra il catastrofista e il razionale è quella secondo cui questa legge punendo i negazionisti col carcere creerebbe dei nuovi martiri. In questo caso condivido parzialmente l’opposizione in quanto molta gente ha in effetti l’interesse di farsi passare per un perseguitato dal sistema sparandola sempre più grosse. Ma è anche vero che questa puntualizzazione potrebbe essere fatta per moltissime altre leggi, in fondo anche un ladro colto in flagranza, oggigiorno, si sente un martire se lo acciuffano.

Passando alle critiche razionali al decreto, condivido quelle date da molti esponenti politici sulla poca chiarezza riguardo la concretizzazione del reato. Questo, senza dubbio, è principalmente causa del fatto che la legge ha subito molte variazioni nei passaggi tra Camera e Senato, e quasi come sempre avviene ne escono fuori pasticci normativi.

Altra critica, quantomeno condivisibile, almeno secondo me, è quella secondo cui porterebbe alla creazione di nuovi reati d’opinione. Sono d’accordo anch’io che l’imbecillità umana non possa essere considerata reato (e con i fessi che circolano in giro, negazionisti o meno, se li mettessimo tutti al gabbio non basterebbero centomila San Vittore). Ma il problema sorge anche nel momento in cui coloro che avanzano “opinioni” hanno la prestesa che ad esse venga attribuita valenza scientifica, ovvero riconosciute come serie. In questo caso direi che chi ha voluto la bicicletta può benissimo pedalare, per quanto mi riguarda.

Concludendo direi che nemmeno io sono molto convinto della legge. In particolare non ritengo necessario prevedere il carcere per chi promulga idee negazioniste, ma non mi sento del tutto di escludere qualche forma di sanzione. Secondo me una semplice multa da 1000 euro in sù è più che sufficiente, che può anche essere incrementata nel caso in cui l’obiettivo sia quello di screditare o insultare deliberatamente privati cittadini. Sarebbe stato meglio non portarla come aggravante nell’ambito della legge Mancino, ma nell’ambito della diffamazione aggravata.

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