Nolstalgismi a la cazz

Oggi è la Festa della Repubblica e puntualmente molti nostalgisti disfattisti che danno la causa di tutte le loro magagne a Craxi, Berlusconi, Renzi la castacriccacorruzioneeurocoppauefaeuropaleague ecc…ecc… hanno iniziato a ciarlare che con o’ re tutto questo schifo non sarebbe mai successo.

Bé, cari signori rilassatevi, anche se avesse vinto la monarchia tutte queste cose le avreste subite lo stesso e il perchè è presto detto.

Le famose elezioni del 1946 non avevano come quesito soltanto il Referendum tra monarchia e repubblica, ma anche l’elezione di una nuova assemblea costituente. Questo significa solo una cosa: il vecchio Statuto Albertino, che conosceva ampi poteri al re (seppur solo marginali, alla prova dei fatti) sarebbe stato superato da una nuova carta costituzionale. Sarebbe stata Monarchia? Sarebbe stata Repubblica? Dal punto di vista formale sarebbe stato ininfluente. La nuova costituzione avrebbe riconosciuto soltanto il monarca come capo dello stato e si sarebbe avvicinata alle forme di governo tipiche dei paesi dell’Europa del Nord, dove i re ci sono ma non contano una cippa(1).

C’è chi dice, versando qualche lacrimuccia perbenista, che con la monarchia non ci sarebbe stata la partitocrazia, la corruzzione, la casta, l’euro, Berlusconi, Andreotti, Craxi e Renzi. Sono tutte cazzate. La partitocrazia esisteva già ai tempi del dopoguerra, il famoso CLN e il governo di unità nazionale non erano altro che un gruppo di partiti, ognuno col suo peso, i suoi ministri e i suoi sottosegretari assegnati. Andreotti era già in politica nel ’46, così come Moro, Togliatti e Nenni. Nulla avrebbe impedito a un Craxi o a un Berlusconi di diventare futuri Presidenti del Consiglio, a meno che non fossimo diventati una monarchia assoluta, ma questa è pura fantascienza. La supposizione, infatti, avrebbe una base logica se si fosse immaginata una monarchia di tal tipo, ma già era molto difficile – anzi, praticamente impossibile – una cosa del genere, visto che la monarchia italiana non era come quella giapponese. Tra l’altro, visto l’esito disastroso della guerra la monarchia era già di per sé molto ridimensionata nella sua autorità. Basta vedere come andò a finire in Giappone, vero che là hanno un monarca che si fa chiamare addirittura Imperatore, ma ad oggi è una figura totalmente simbolica  che conta meno delle opinioni del mio cane quando prenotiamo la pizza(2). Per quanto riguarda la corruzione la presenza di un re, di un presidente o di un dittatore è assolutamente irrilevante, perchè o rubano loro o rubano i loro amici, solo i loro avversari potrebbero correre rischi, qualora iniziassero a essere troppo scomodi.

Andiamo all’altra cazzata connessa al “quando c’era ‘o re i treni arrivavano in orario”, cioè quella secondo cui non saremmo mai entrati in Europa. Tre dei sei paesi fondatori dell’Unione Europea (Belgio, Olanda e Lussemburgo) erano e sono tutt’oggi delle monarchie e stanno integralmente nell’Eurozona. Certo, c’è l’UK che sta organizzando un referendum (forse vincente) per l’uscita dall’UE, ma non l’ha imposto la regina, l’ha varato il Governo, che viene eletto dal popolo, ricordiamo.

Queste sono le ipotesi considerate se la storia avesse avuto un percorso lineare così come lo abbiamo conosciuto, ma ammettiamo anche che ci sarebbe stato un cambiamento radicale della timeline. Le probabilità che le cose siano andate meglio o peggio sono 50-50. Alcuni, ad esempio, ipotizzano che un trionfo della monarchia avrebbe portato la vittoria delle sinistre (bisogna vedere come si sarebbero comportati gli americani, a quel punto), altri invece che ci sarebbe stata la guerra civile. Comunque sia, una cosa è certa, o con il re o con la repubblica chi è nato e cresciuto fesso sarebbe rimasto fesso. Poco, ma sicuro.


(1) In UK la regina non ha neanche diritto di voto, praticamente ha meno diritti e prerogative di un Mattarella qualsiasi. E allora cosa serve la monarchia inglese? Semplice. A sfornare figli scemi che a loro volta sforneranno nipoti scemi che aiuteranno a tenere alte le vendite  dei tabloid scandalistici.

(2) Non a caso in Giappone si parla di ABEnomics non di AKIHITOnomics. Chi è Akihito? Ma l’Imperatore del Giappone, ovviamente. Come mai non lo sapevate?

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