Hiroshima e l’ipocrisia dello storiograficamente corretto

Avevo progettato di scrivere questo post in estate, più precisamente in occasione dell’anniversario dell’attacco atomico a Hiroshima il 6 Agosto, ma visto che l’argomento è antrato on topic questi giorni vedrò di anticiparlo.

Ogni volta che si parla di Hiroshima scoppiano numerose polemiche, rinnovate dal fatto che Obama non abbia chiesto scusa per il bombardamento, tant’è che Donald Trump gli ha giustamente ricordato (pazzesco che mi trovi d’accordo con lui!) degli americani uccisi a Pearl Harbour dai kamikaze giapponesi.

Il succo della retorica che si fa annualmente sui morti di Pearl Harbour non è così diverso dalla retorica su Gaza e i palestinesi (comprensibile, visto che chi le fa entrambe sono quasi sempre le stesse persone). Si tratta della stessa merda condita a male. Da una parte c’è l’occidente cattivo e disumano e dall’altra parte ci sono i bravi selvaggi che non avevano colpe se non quella di essere selvaggi.

La polemica su Hiroshima e Nagasaki nasce da un presupposto ideologico che io chiamo storiograficamente corretto, ovvero il politicamente corretto declinato ai fatti storici. Cos’è infatti il politicamente corretto? Il tentativo maldestro di difesa delle minoranze imponendo un deterimato schema linguistico, il che significa che per difendere un handicappato non bisogna chiamarlo handicappato ma disabile, un negro non va chiamato negro ma va chiamato uomo di colore, e così via… lo storiograficamente corretto funziona esattamente allo stesso modo, ma siccome in questo caso le minoranze da tutelare sono i cosiddetti “vinti” (fascisti, nazisti e imperialisti giapponesi) il risultato che ne esce è ancora più grottesco.

La narrazione dello storiograficamente corretta procede secondo tre sunti:

  1. Terzomondismo. La narrazione del bombardamento contro il Giappone viene descritta come un atto sleale da parte dell’imperialismo americano contro gli inermi Giapponesi. Non si fa parola degli inermi manciuriani invasi dal Giappone durante la guerra, non si fa cenno dell’appropriazione indebita di territori da parte dell’Impero del Sol Levante. Perchè tanto si sa, il terzomondismo si basa sul tema del buon selvaggio e il fardello dell’uomo bianco. Non si ricorda però i danni dell’uomo giallo compiuti da altri suoi consimili (ma vabbé, so’ ragazzi, finchè si scannano tra di loro … no?);
  2. Benaltrismo. L’attacco a Hiroshima (o quello di Dresda) viene usato per fare la tara ad altri crimini come la Shoa in Europa. Avete presente “e allora le foibe?”. Siamo là.
  3. Neodzanovismo. Molto similie al primo punto, solo che in questo caso ha intenti prettamente propagandistici, volti soprattutto a demonizzare l’Occidente e i paesi anglo-sassoni in generale.

Il primo e il terzo punto è quello tipico di ogni fesso anti-occidentalista, solo che il terzomondismo appartiene a una sfera più “volgare”, che non vede un odio particolare per un paese, ma per un intero emisfero. Quanto al benalstrismo, beh potete immaginare chi lo pratica.

 La verità è che tutta questa gente non gliene frega niente ai morti di Hiroshima, non gliene importa un fico dei bambini nuclearizzati e cresciuti con le ossa piene di uranio, il loro obiettivo politicamente corretto è quello di strumentalizzare questa tragedia per puri fini personali. A questo punto si presenta il fesso che dice: “E allora Israele che la mena con l’Olocausto?” Ormai non c’ha più bisogno di “menarla con l’Olocausto” visto che i suoi nuovi nemici (molto amati e coccolati dai buonisti di sinistra) sono vivi e vivono in questo mondo adesso. Oggi Israele non combatte in nome del vecchio olocausto, ma per quello che verrà, o per meglio dire, per quello che molti vorrebbero che venisse.

So che quello che dirò farà scoppiare la bile a molti benpensanti, ma come ho scritto più volte, a me non frega nulla della tara tra i “morti di serie A” e i “morti di serie B”, che serve solo a sminuire i primi a discapito dei secondi. Io penso che la bomba atomica sia stato un male necessario,  e lo è stato per due motivi:

  1. Perchè ha permesso a tanti dementi che prima della bomba la frignavano con “la bella morte”, “il crepuscolo degli dei”, del “come è bello morire fiero in un campo di fiori col volto rivolto al cielo” di buttare giù la maschera e mostrarsi per quello che erano in realtà: una massa di checche isteriche tutto Hegel e distintivo;
  2. Perché senza di essa, a quest’ora, staremmo tutti a raccogliere merda in qualche fattoria collettiva (cosa che molti storiograficamente corretti sarebbe paiciuta)(1) senza manco la possibilità di andarla a vendere al mercato;
  3. E’ stato il miglior deterrente che ha garantito la pace in questi cinquant’anni. Ecco perchè sono scettico quando i governi propongono di denuclearizzare i propri arsenali.Grazie all’atomica la guerra ha dovuto spingere i governanti a estenuanti tavoli della pace, e a metter in primo piano la diplomazia rispetto all’azione violenta. Altrimenti vai a sapere che succederebbe (2).

 


(1) A parte i comunisti e i sinistrati in generale, mi fanno ridere quei liberali/liberisti/libertari che pontificano sulla bomba atomica come una dimostrazione della “brutalità dello stato”. Come se gli aeroplani del loro amico Pinochet non fossero a loro volta un esempio di”brutalità dello stato”. Dovreste baciare per terra che hanno buttato la bomba atomica branco di fessi. Altrimenti, come ho già scritto, avreste passato la vita a raccogliere patate in qualche Kolkhoz nella Majella e invece di Hayek, Rothbard e Rand avreste letto soltanto Marx, Lenin e Bukarin.

(2) Quando il caccia turco abbattè l’aereo russo lo scorso Novembre sembrava essere vicini alla guerra. Eppure non accadde niente, dal punto di vista bellico. Secondo voi non c’entra nulla il fatto che  Russia e NATO abbiano entrambi l’atomica?

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