Sul debunking – alcuni spunti critici e una modesta proposta

Da un po’ di tempo mi piace frequentare su youtube i canali educational, ovvero quei tipi di canali volti  principalmente alla divulgazione scientifica e accademica. Tra di questi ci sono anche molti vlogger impegnati nel debunking e dedicano principalmente i loro contenuti a questa attività. Devo dire che dal punto di vista della preparazione sono impeccabili, tuttavia ci sono alcuni aspetti che non mi hanno convinto molto.

Innanzitutto l’approccio che hanno verso i troll. È vero che tra di loro ci sono anche autori che affrontano i troll complottari con ironia e sarcasmo (il miglior strumento contro questi soggetti), ma spesso si ha come l’impressione che non abbiano abbastanza convinzione nell’affrontarli, e comunque diversi aspetti del loro approccio sono ormai vecchi e inutilizzabili.Ad esempio il fatto che quando il troll di turno li accusa di essere “pakati dal Billenberg” molti di loro continuano a usare il vecchio schema della negazione. Sicuramente la maggior parte di loro avrà letto la Teoria della Montagna di Merda, ma forse non ha letto la versione aggiornata. Se la si legge fino in fondo si capirà come negare di essere pagati dalla CIA o dai Rettiliani è il peggior modo per affrontare i troll, quindi è molto meglio “ammettere” tutto, magari creandoci sopra una storia di odio e perversione, per così cogliere di sopresa il trolletto di turno.

L’altro difetto è sempre legato all’approccio, ma stavolta non contro i troll in sé, ma contro il target principale: i complottisti. In particolare, l’errore che in genere viene commesso dai debunkers è quello di ritenere il complottismo come mero frutto dell’ignoranza. Devo ammettere che anch’io ho sempre  avuto la stessa idea, poi però ho letto questo articolo di Strade e ho dovuto cambiare il mio punto di vista. La maggior parte dei complottisti non sono tali perché come molti pensano siano ignoranti o perchè soffrano di analfabetismo funzionale, ma semplicemente per puro pregiudizio ideologico. Questo però è ancora più grave, perché mentre dall’ignoranza si può guarire dall’ideologia no, o perlomeno non si può guarire facilmente. Questo fenomeno, in realtà, non è nemmeno nuovo, si è già constatato in passato. Mises, ad esempio, lo chiamava polilogismo.(1) Non è una parola molto conosciuta nel nostro vocabolario, ma seguendo l’impostazione di Mises potremmo definire il polilogismo come quella dottrina secondo la quale gli esseri umani non sono dotati di un’unica struttura logica, ma di diverse e molteplici strutture che differiscono dalla razza e dalla classe sociale di appartenenza. In sostanza, secondo il polilogismo il borghese capitalista avrà una struttura logica diversa da un’operaio, un bianco l’avrà diversa da un nero, ecc….ecc…

È abbastanza elementare comprendere come tutte queste siano palesi cazzate, perchè se è vero che possono esistere persone con livelli culturali differenti è pur vero che nessuno può dimostrare che 3×3 fa 0 e no 9. Per intenderci, uno scolaro di scuola elementare difficilmente saprebbe calcolare calcolare la derivata terza del numero di nepero, mentre Hawking probabilmente sì, ma sia Hawking e lo scolaro  usano e useranno sempre la stessa logica per calcolare le tabelline. Il complottista, invece, se lo notate suppone l’esatto contrario. Il complottismo infatti non è altro che una forma moderna di polilogismo. Non c’è una vera critica al metodo scientifico, o alla razionalità, ma soltanto un ragionamento derivante da diverse strutture logiche. Se il 99% degli studi scientifici dimostra che non c’è correlazione tra vaccino e autismo lo è non per questioni legate alla metodologia di analisi, ma perchè gli scienziati di oggi sono sicuramente pagati dalle corporation. E’ la versione aggiornata della “scienza borghese” cui combattevano i marxisti alla Dietzgen, dove tutte le teorie economiche che dimostravano la fallacia del comunismo erano ontologicamente false perchè non ammettevano la bontà del marxismo.

Con questo non voglio dire che non esistano complottisti ignoranti, ma come ho già detto dall’ignoranza si può guarire, dal pregiudizio e dal fanatismo ideologico no, pertanto l’attività di divulgazione scientifica non basta per affrontare sifatti personaggi, bisognerebbe studiare nuove strategie comunicative.

Prendiamo le sentinelle in piedi, ad esempio. A prescindere dalle legittime opinioni che si possiamo avere, non si può non ammettere che dal punto di vista comunicativo la loro strategia sia eccellente. Essi infatti pongono una questione di dissenso su tematiche, regressive quanto si voglia, ma con strumenti e provocazioni assolutamente pacifici. La legge vieta infatti qualcuno a leggere un libro in piedi davanti a un evento pubblico? No, perché vieta soltanto le azioni violente, come nel caso degli antagonisti dei centri sociali che ieri hanno assaltato un pulmino per turisti scambiandolo per un furgone con dentro fascisti. Secondo voi grazie a questa azione come verrano visti i fascisti? E come gli antifascisti?

Torno a ripetere, vanno benissimo le azioni di debunking, i confronti on-line, le sbufalature di notizie, ecc…ecc… ma quelle funzionano per preservare le persone dall’ignoranza, per preservarle dall’ideologia ci vogliono altri strumenti. Io non sono un debunker perchè non ho né la capacità né la volontà di farlo, ma secondo me dovrebbero pensare di creare un movimento culturale che abbia abbastanza forza dal punto di vista della comunicazione da tener testa a sciacimisti, signoraggiari e company. Ecco, in base a questo si potrebbe creare qualcosa  come: le sentinelle in piedi della scienza. Ovviamente non propongo di andarsene in piazza stando fermi a leggere la bibbia mentre dentro il teatro comunale si tine un convegno contro le scie chimiche. Si potrebbe ad esempio, invece invece organizzare un sit in dove si legge Popper o Darwin, oppure portare qualche manifesto trolloso in su scritto: “Le scie chimiche sono belle. Basta con la sovrappopolazone degli imbecilli” oppure “Signoraggio = Figa” e così via. Ovviamente tutto fatto in modo assolutamente pacifico ed entro i limiti di legge. Perchè la provocazione più efficace è quella incontestabile.


(1) È curioso, come nel tempo, anche i seguaci di Mises si siano ammalati della stessa sindrome. Ma in questo caso le responsabilità andrebbero attribuite a certi intellettuali di cui già scrissi passato.

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