Disastri sovranisti

Da un lustro a questa parte, nella galassia del cosiddetto antimainstream, sono nati una serie di gruppi groppuscoli, partitini, siti internet, ecc…ecc… conosciuti con diversi nomi (nazionalisti, patriottici, sovranisti, antieuropeisti, populisti, autoctoni … forse manco loro sanno come si chiamano).

Ma come molti dei vari movimenti de popolo, nati virtualmente dopo un certo periodo, non si può non negare che essi soffrano di alcune lacune. Nei passi successivi spiegherò come a mio avviso perchè questa area (che possiamo chiamare anti-euro o sovranista)  è destinata a fallire, se non addirittura, già in piena crisi irreversibile.

Il problema principale dell’antieurismo sta alla base della sua genesi. Se andiamo indietro vediamo come non sia altro che un fenomeno nato su internet, e al di là di tutte le menate pseudo-moderniste-casaleggiane, tutti i movimenti nati sul webbe senza un minimo di struttura fisica sono destinati all’estinzione. Ma oltre a questo, c’è un problema ancora più grosso, che è la qualità della militanza. Per carità, ci saranno sicuramente valide persone che credono veramente negli ideali che enunciano, tutte con elevato background e discreto livello dialettico, ma siccome la guerra la devi fare con i soldati che disponi, la qualità è determinante.

Per capire ciò bisogna fare un passo indietro.

Durante il bipolarismo berlusconiano nell’area di sinistra nacque una nuova figura politica: l’anticontroberluscoboicottaro. Questo personaggio, per una serie di motivi che vanno dalla crisi delle ideologie inziata nel ’89 alla nascita della paccorriglia New Age e terzomondara d’accatto, egemonizzò quella che fu l’area politica di Gramsci, Berlinguer e Togliatti, rendendola un imbarazzante e dadaistico disastro vivente.

L’anticontroberluscoboicottaro è riconoscibile da una serie di paradigmi:

  • Paradigma di Don Chisciotte: l’anticontroberluscoboicottaro si crede un eroe senza macchia con la missione di portare la slavezza terrena contro i giganti a forma di mulini a vento;
  • Paradigma di Porzus: l’anticontroberluscoboicottaro è uno storicostatico, è cioè convinto di vivere in un eterno 1944 in cui lui interpreta la parte del partigiano impavido e senza macchia in lotta contro l’eterno nemico fascista(1). Il problema sorge però quando il fascista cui si era mirato il bersaglio viene meno ad esistere, vuoi per ragioni politiche, vuoi anagrafiche, vuoi fisiologiche, vuoi per moda. Negli anni ’70, ad esempio, il fascista era Andreotti, negli anni ’80 Craxi, negli anni ’90-00 Berlusconi, oggi Renzi/Draghi/L’euro;
  • Paradigma di Olimpiade: l’anticontroberluscoboicottaro è convinto che la vita sia come una leale gara olimpica, in cui gli avversari si contendono un trofeo seguendo delle precise regole. Purtroppo nella vita reale le cose non vanno proprio così, infatti se è vero come è vero che l’occasione fa l’uomo ladro, per l’anticontroberluscoboicottaro questa è semplice propaganda neoliberista. L’uomo è intrinsecamente buono, la borghesia e vostra madre sono il male;
  • Paradigma delle Grucce: l’anticontroberluscoboicottaro odia la ricchezza e ogni forma di soddisfacimento materiale in quanto ritenuti ostacolo alla rivoluzione prossima ventura. Questa è in pratica le versione neurocomunista della famosa dottrina dei ristoranti pieni di berlusconiana memoria. Solo che questi signori nella loro superoismo morale non si rendono conto di essere più cinici di Silvio stesso, perchè mentre lui auspicava che i ristoranti si riempissero di più, loro auspicano qualcosa come questo;
  • Paradigma del Karma: secondo l’anticontroberluscoboicottaro quello che subisce una persona è causa di errori/omissioni/crimini commessi in periodi precedenti della sua esistenza, anche se perfettamente sconnessi con il fatto in sè. Quindi se ad esempio i tedeschi hanno invaso la Francia la colpa è dei francesi perchè hanno fatto gli stronzi con i negri in Africa nell’800; se alle superiori Calogero ruba il motorino ad Ambrogio, la colpa è di quest’ulitmo perchè alle elementari ha rubato una matita a Matilde, e così via….;
  • Paradigma di Evan Baxter: per l’anticontroberluscoboicottaro la rivoluzione è vicina, e arriverà soltanto con un atto reale e di cortese affetto alla volta, ergo: firmare petizioni su Avaz, votare concorsi di bellezza su internet, fare video su youtube per “risvegliare le coscienze assopite”, ecc…ecc…;
  • Paradigma di mammacicciomitocca: l’anticontroberluscoboicottaro vuole passare alla storia come un martire della fede, uno cioè che in virtù delle proprie gesta San Sebastiano e Santo Stefano in confronto sono due checche dilettanti, quindi passa il tempo a vantarsi che per le sue idee rischia la persecuzione politica e la tortura.

Ora, accadde che dopo la caduta del Governo Berlusconi nel Novembre 2011 l’anticontroberluscoboicottaro perse all’improvviso la sua funzione propulsiva. Tolto l’allora nemico mafioso/massone/fascista tra champagne, cori lirici e trenini in piazza gli anticontroberluscoboicottari si trovarono irremidiabilmente soli; e poichè venne a mancare quel collante che li permetteva di starsene tutti sotto lo stesso tetto, i nostri, silenziosamente, si sparpagliarono in tutto il quadro politico post-berlusconiano. Nessuno ha realizzato un censimento sulla fine di queste persone, ma volendo fare un’analisi approssimativa potremmo così sintetizzare il quadro:

  • Un 70-80% di anticontroberluscoboicottari è confluito nel M5S, spinti anche dai fallimenti di Di Pietro e Ingroia;
  • Un 10-20% è confluito nel centrodestra, attirati soprattutto dal vento di “giovanilità” della Meloni, e dall’avvento del “comunista” Salvini a capo della Lega;
  • Un 5-10% ha aderito all’aria No€/Sovranista/Patriottarda.

Le conseguenze di queste aggregazioni le possiamo notare nel quotidiano. Il 5 stelle è ormai un partito fortemente giustizialista e finto-progressista, il centrodestra col logoramento di Berlusconi ha intrapreso la via del piddinismo spicciolo (1) e la più debole, l’aria sovranista, rischia di non reggere l’impatto del contenimento per colpa di una serie di pregiudiziali. Prendiamo ad esempio il primo e il secondo paradigma, abbiamo detto come l’anticontroberluscoboicottaro si senta investito di una missione salvifica, un po’ come Don Chisciotte e Brancaleone, e per questo egli sia in lotta permanente come un nemico. Il nemico è la sua fonte di sopravvivenza, se esso non esistesse l’antocrontroberluscoboicottaro vivrebe in uno stato di apatia, privo di uno scopo, di un fine ultimo, supremo, illuminato e illuminante, invidiato e invidiante. Ma cosa succede se a un certo punto il nemico viene a mancare? Semlice! Lo si sostituisce con qualcun altro. Basta vedere come si è evoluto il dibattito tra gli antimainstreamers negli ultimi dieci anni. Prima il fior fiore degli opliti del popolo aveva un solo problema: BERLUSCONI. Fino al 2011 tutti i rivoluzionari, gli antisistema, i partigiani del III millennio avevano un solo problema: la mancanza di etica politica causata da Berlusconi. Secondo loro Berlusconi era il male assoluto che aveva causato i mali del paese, perchè per colpa sua la mafia era arrivata al potere, i massoni della P2 potevano realizzare il loro piano dittatoriale, ecc…ecc… e a nessuno di loro passava nell’anticamera del cervello di parlare di euro o di Europa(2). Poi, quando Silvio se n’è andato, qualcuno doveva riempire il vuoto. Dal 2012 in poi sono spuntati come funghi parititi, partitini, groppuscoli e groppuscolini nazionalisti, patriottici, sovranisti, ecc….ecc…  Silvio il malefico nano, è stato sostituito da Renzi il malefico eurista, Dell’Utri è stato sostituito da Draghi e la P2 dal Bilderberg. Per carità, ci sono anche motivi validi per essere contro queste circostanze, ma purtroppo sfugge un piccolo dettaglio, alquanto difficile da scrollarsi di dosso: avere urlato al lupo al lupo per vent’anni, e ancor peggio declinare la vecchia e perdente retorica antiberlusconiana in chiave anti-euro. Ad esempio, una volta, si sosteneva che “Casa Vianello” portasse voti al cavaliere, e vedevi tanta gente col ditino puntato venire a casa tua, appostandosi davanti al portone alle 7:30 del sabato mattina e ti citofonavano per ricordati: “Non guardare Casa Vianello! Non guardare Casa Vianello! Porta voti a Berlusconi! Se lo guardate fate gli interessi della P2! Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna!”. Ogg però, il problema non è più “Casa Vianello” che portava voti a Berlusconi, oggi il grande nemico è Checco Zalone, e siccome ormai c’è facebook, non c’è più bisogno di andare fino a casa del vicino, basta andare sui social e redarguire il mondo: “Non guardatevi Checco Zalone! Fa propaganda al liberismo! ma che dico? All’ORDOliberismo! E chi lo guarda è un fesso lobotomizzato che fa gli interessi del capitalismo assoluto! Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna!”. Capito dov’è il problema? A parte che dare la colpa a due attori comici di far propaganda contro gli interessi del bobbolo, manco fossero Goebbles reincarnati, già si commenta da sè. Ma la cosa grave è che coloro che ricevono il messaggio di non guardarsi Checco Zalone potrebbero essere gli stessi che venivano citofonati alle 7:30 del sabato mattina per “Casa Vianello”, e no, i vari Travaglio, Montanelli, Santoro e compagnia cantante si sbagliavano e si sbagliano. Gli italiani non hanno la memoria corta, anzi, ce l’hanno lunghissima.

Passiamo al secondo paradigma. In questo caso l’anticonttroberluscoboicottaro si è fatto furbo, o per meglio dire si è fatto colto, perchè ha allargato il suo vocabolario. Se infatti prima il nemico era semplicemente indicato con l’appellativo “fascista”, oggi il termine è stato sostituito dal più moderno “liberista”(3).  Per carità, c’erano sicuramente diversi neofascisti simpatizzanti di Berlusconi, così come ci sono liberisti favorevoli alla moneta unica. Il problema però, come ieri come oggi, è sempre lo stesso, ovvero la tendenza ad assolutizzare i termini fino a renderli concetti metafisici (4), se io do del fascista a un fascista che vota Berlusconi non ho fatto nulla di male, ma se inizio a dare del fascista a destra a manca potrò essere intelligente quanto voglio ma sicuramente perderò di credibilità e sarò mandato a quel paese da tutti, al fin di prevenire di essere a loro volta additati fascisti. E così accade ancor oggi, gli anticontroberluscoboicottari ora diventati antieurocontroboicottari hanno riciclato la vecchia abitudine, dando per “liberista” qualunque cosa non vada loro a genio (Zalone è liberista, il 5stelle è liberista, Obama è liberista, l’aumento delle tasse è liberista,  ecc…ecc….), con tutte le conseguenze del caso.

Un altro grosso problema del sovranarismo boicottaro è il paradosso di antinomia che molti hanno creato. In particolare mi riferisco all’assurda idea di paragonare l’Unità Europea con l’Unità d’Italia. Ora se il paragone lo facesse un meridionalista nostalgico o un ultrà del Napoli allora potrei anche capire, ma siccome viene spesso fatto volentieri da gente che la mena con la difesa della patria, contro i nemici del paese, i traditori della nazione, allora uno deve pensare: “ma è lui che prende per scemo a me, o è lui che è proprio scemo?”. Un paragone del genere per uno che si definisce patriota, nazionalsita, sovransita, eccetera eccetera è un autogoal dialettico clamoroso, che nessuno con un po’ di sale in zucca arriverebbe a fare. E’ come se durante l’invasione tedesca del ’41, in Russia, i gruppi dirigenti avrebbero iniziato a fare paragoni tra la rivoluzione bolscevica e la presa del potere da parte dei nazisti in Germania. Che risultato avrebbe portato questa assurdità nell’opinione pubblica di allora? Con quali motivazioni i soldati sovietici avrebbero combattutto? Ma anche non volendo fare paragoni mettiamola così: l’unificazione europea è una truffa, ma se la paragoniamo all’Unità d’Italia stiamo ammettendo sommessamente che anche l’unificazione e il risorgimento sono stati una truffa, allora perchè uno dovrebbe combattere contro una truffa in nome di un’altra truffa? Non è dato saperlo…

Questi in sostanza sono i problemi dei movimenti antieuro italiani, avere probabilmente un vasto numero di persone che hanno perso anni a fare girotondi, a organizzare manifestazioni contro l’illegalità e il mal costume, a sventolare copie dell’agenda rossa di P.Borsellino (perchè forse gli ricordavano il libretto rosso di Mao), e cos’hanno ottenuto? NULLA, olmeno hanno ottenuto quello che volevano ma non per merito loro. Sono stati forse i girotondi a far cacciare Berlusconi? Sono stati i libri di Travaglio a cacciare Berlusconi? O forse le battaglie di Di Pietro? O le indignazioni delle femministe contro le olgettine? Berlusconi è stato cacciato da essi. E’ stato cacciato dai cattivi tedeschi, dalla finanza apolide malefica.

Non sono un fan dell’euro e sono convinto che molto probabilmente l’euro finirà. Ma non sarà di certo per merito di chissà quale “risveglio delle coscienze” (qualunque cosa voglia dire ‘sta frase fatta) ma sarà sempre e solo opera di nuovi e differenti essi. Come furono i crucchi malefici a far uscire l’Italia da Berlusconi, altri esterni faranno uscire l’Italia dall’euro. Probabilmente lo farà la Francia (se Le Pen vince) e probabilmente la Germania (se AFD vince le elezioni politiche), ma come ieri come allora ci sarà poco da brindare con lo champagne e intonare canti lirici sotto Montecitorio. I francesi, se faranno la prima mossa, la faranno per il loro esclusivo interesse (che spesso è divergente con quello delle nostre industrie), per non parlare degli euroscettici tedeschi, che anche se vogliono cacciare i paesi del Sud Europa dall’Euro, vorranno sempre i debiti saldati in cotale valuta. Insomma, Babbo Natale  non esiste. Fatevene una ragione.


(1) Mentre con Renzi la sinistra si è berlusconizzata, a destra, anche grazie a quei geni della Meloni e di Salvini è avvenuto il processo opposto. Basta vedere che la Lega, da partito con una visione rothbardiana dell’evasione fiscale, adesso ha una visione neocon. Per non parlare poi delle ultime apparenti effusioni tra Davigo e Salvini, ci mancano solo i girotondi e le campagne in difesa della Costituzione più bella del mondo;

(2) E non venitemi a raccontare che nessuno parlasse di euro perchè i media nascondevano la verità. I media sono come i politici, vanno appresso alle menate della ggggggente e siccome ad essi , cioè alla ggggggente, una volta interessava solo il conflitto d’interessi di Berlusconi e le Olgettine si adeguavano. E lo stesso vale per i cosiddetti indipendenti, che a parte il signoraggio e le scie chimiche parlavano sempre di Sivlio e della casta. Forse l’unico che già in tempi non sospetti parlava di euro era Paolo Barnard.

(3) In realtà “liberista” è perlopiù usato come sinonimo;

(4) Stessa cosa si nota dall’altra parte, dove gli “acerrimi” liberisti hanno la tendenza a assolutizzare la parola “comunista”. Ma vuoi vedere che nel dopo-euro ce li ritroveremo iscritti nel Tea Party ?

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