Perchè il revisionismo ha fatto più danni al nazismo dell’antifascismo militante

Avevo in mente di scrivere un paio di articoli riguardo ad alcuni di temi alquanto scottanti dal punto di vista ideologico, soprattutto di questi tempi (no niente riguardo a Islam e Medio Oriente, già ce ne sono altri che ne parlano), nel frattempo avevo voglia di buttare giù un paio di righe su alcune riflessioni cui sono arrivato nel tempo.

Il negazionismo/revisionismo storico in merito alla II guerra mondiale ha fatto paradossalmente più danni alle ideologie nazifasciste dell’antifascismo militante. Se mentre infatti quest’ultimo ha estremizzato il concetto di “fascista” rendendolo praticamente neutro (Legge di Goodwin, ricordate?) i revisionisti hanno colmato il vuoto dando un’immagine del fascismo e del nazismo che non esiteri a definire politicamente corretta.

Per capire ciò, riassiumiamo intanto cosa è stato il nazismo e come invece viene dipinto dai revisionisti, o almeno da una parte di loro.

Il nazismo grosso modo possiamo raggiungerlo in tre filoni, che possiamo chiamare “i pilastri” del nazismo.

  1. Suprematismo della razza ariana;
  2. Guerra come igiene del mondo ed esaltazione delle virtù marziali;
  3. Antisemitismo.

Ora accade che i revisionisti, vuoi per dare un’immagine più  più trendy del nazifascismo – magari per attirare anche giovani potenzialmente affascinati o facenti già parte dell’ideologia opposta – vuoi per rendersi più accettabile agli occhi dei moderati, stravolgono totalmente questi assiomi dandone un’immagine esattamente opposta.

Prendiamo quindi il primo punto rivisitato dai revisionsiti:

  • Suprematismo della razza ariana: “non è vero che il nazismo era un’ideologia razzista e suprematista perchè tra le file delle Wermacht c’erano soldati negri e orientali, di diversa estrazione sociale e di credo religioso differente”.

Ora, è vero che nell’esercito tedesco hanno militato soldati di diverse razze ed etnie, ancorchè di diverse religioni  ( per approdondire potete leggere qui; qui; oppure: qui) ma bisogna essere poprio tardi per credere che basti questo per dimostrare che il nazismo non aveva nulla a che fare con il razzismo, e di converso bisogna essere proprio ritardati per bersela. Basti pensare che in America la segregazione raziale dei negri è durata fino agli anni ’60, eppure nell’esercito americano ci trovavi tranquillamente tanti soldati afro tanto quanto ce ne trovavi di giapponesi, italiani e messicani.

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Militare nazi-africano, simbolo del multiculturalismo illuminato hitleriano
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Che bello! Quanto amore, quanta gioia! Quanta amicizia tra bianchi e neri grazie alle SS. Altro che Boldrini! Altro che il buonismo della sinistra!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vero poi che all’interno delle SS e dell’esercito c’erano gruppi di credo religioso differente, ma anche nelle liberali e plutocratiche città dell’occidente convivono musulmani, induisti, buddhisti, insomma niente di cui vergognarsi ma nemmeno niente di cui vantarsi, senonchè perchè nella pratica questo significa che i nazisti hanno realizzato il peggiore degli incubi che i destri loro estimatori temevano: il muticulturale.

  • Il culto della guerra: non è vero che il nazismo è un’ideologia bellicosa e ama la guerra, anzi, il nazismo è una ideologia di pace(1) e se è successo qualcosa non è certo per colpa sua ma per gli ipocriti occidentali capitalisti, consumisti, predatori e sfruttatori e i loro capi ebrei sionisti.

Norimberga come Woodstock. I ragazzi della hitlerjugend seduti a fare un picnic con le fidanzate con la gonna bavarese a zanna d’elefante, mentre Rudolph Hess canta sul palco Imagine all the people living for today. Eppure basta davvero poco per smentire queste assurdità, tipo leggere il Mein Kampf stesso, oppure cercare su internet la parola “Lebersbaum”.

E arriviamo il punto tre, quello dove la narrativa revisionista dà sempre il meglio di sé, quello riguardante l’antisemitismo e la Shoa degli ebrei.

Infatti quando si parla di Shoa e genocidio degli ebrei il revisionista ti risponde: “Non c’è stato alcun olocausto degli ebrei. Vero è che venivano mandati gli ebrei nei campi ma il fatto che fossero stati trovati pianoforti, piscine e pianobar all’interno dei campi fa supporre che gli ebrei venissero trattati con grande rispetto e dignità”.

Ma come? Quindi Hitler che aveva scritto e detto che gli ebrei erano malvagi, che erano un fattore di imbarbarimento della razza ariana, che avevano causato la sconfitta della Germania, che avevano strozzato il mondo intero con la plutocrazia, cosa fa? Li manda nei campi costruiti coi soldi del contribuente tedesco per fargli fare il bagno nella Jacuzzi e giocare a dama come un Renzi qualsiasi che regala soldi pubblici per tenere i clandestini negli alberghi a 5 stelle?

Ecco perchè considero i cosiddetti revisionisti una massa di fessi ed idioti, perchè se dovessimo dare per vero quello che vanno a raccontare, cioè che il nazismo era tollerante e multirazziale, che era pacifista e mandava ebrei e slavi nei campi per farsi le vacanze è chiaro che quando qualcuno ascolti questi qui si costruirà un’immagine del nazismo più o meno fatta così.

Il nazismo, quindi secondo questi signori, sarebbe una specie di ideologia piddino-sellina tendente all’amore libero e allo scambio interculturale(2). Una roba da hyppie(3), insomma.

Insomma, i revisionisti del nazismo sono i migliori troll sul nazismo stesso che si potessero mai avere. Con l’aggiunta del fatto che questi, al contrario dei troll consapevoli, credono di fare un buon servizio, mentre se Hitler fosse ancora vivo molto probabilmente gli farebbe causa per danno d’immagine.


(1) Questa l’ho già sentita da qualche altra parte. E voi?

(2) Sarà per questo che molti destri si trovano a simaptizzare per molte filosofie New Age ritenute in genere di estrema sinistra?

(3) Charlie Manson era un hyppie, come dice il proverbio: a pensar male si fa peccato …

 

        

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