Qualcuno era liberista

Parodia di “Qualcuno era comunista” di Giorgio Gaber


 

Qualcuno era liberista perchè era nato in Padania
Qualcuno era liberista perchè il cugino, la zia, la suocera….la sorella no.
Qualcuno era liberista perché vedeva l’America come una promessa, l’Inghilterra come una poesia e il Cile di Pinochet come il paradiso terrestre.

Qualcuno era liberista, perchè soffriva di agorafobia
Qualcuno era liberista perchè aveva ricevuto un’educazione troppo agnostica
Qualcuno era liberista perchè i pub lo esigevano, le discoteche lo esigevano, i night club anche… lo esigevano tutti.

Qualcuno era liberista perchè gli avevano aperto un mutuo
Qualcuno era liberista perchè non gli avevano detto tutto sul mutuo.

Qualcuno era liberista perchè prima….prima prima…era comunista
Qualcuno era liberista perchè aveva capito che la Somalia andava piano ma lontano (porca puttana).

Qualcuno era liberista perchè Ronald Reagan era una brava persona
Qualcuno era liberista perchè Stalin non era una brava persona

Qualcuno era liberista perchè era povero, ma amava il ricco
Qualcuno era liberista perchè beveva la coca cola e si commuoveva ai festini del Billionaire

Qualcuno era liberista perchè era così credente da avere bisogno di un altro dio
Qualcuno era liberista perchè era così affascinato dagli imprenditori che voleva essere uno di loro
Qualcuno era liberista perchè non ne poteva più di fare l’imprenditore.

Qualcuno era liberista perchè voleva i saldi di stagione
Qualcuno era liberista perchè i benefici della trickle down economy oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente!

Qualcuno era liberista, perchè la mano invisibile, l’azione umana, cazzo….
Qualcuno era liberista per fare rabbia a suo nonno
Qualcuno era liberista perchè guardava solo ITALIA UNO.

Qualcuno era liberista perchè voleva privatizzare tutto.
Qualcuno era liberista perchè non conosceva gli impiegati a progetto, a zero ore e affini.
Qualcuno era liberista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per trabsustanziazione.

Qualcuno era liberista perchè c’era la Casa delle Libertà
Qualcuno era liberista malgrando ci fosse la Casa delle Libertà.
Qualcuno era liberista perchè non era rimasto niente di meglio.
Qualcuno era liberista perchè abbiamo avuto la peggiore destra conservatrice d’Europa.
Qualcuno era liberista perché Equitalia peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era liberista perchè non ne poteva più di quarant’anni di governi statalisti incapaci e mafiosi.
Qualcuno era liberista perchè Budapest, Varsavia, la Cambogia,eccetera eccetera eccetera
Qualcuno era liberista perchè chi era contro quelli contro era liberista!
Qualcuo era liberista perchè non sopportava quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare giustizia sociale.

Qualcuno credeva di essere liberista e forse era qualcos’altro
Qualcuno era liberista perchè sognava una rivoluzione diversa da quella socialista
Qualcuno era liberista perchè era convinto di poter essere vivo e felice solo se lo era lui stesso.

Qualcuno era liberista perchè sentiva il bisogno di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose.
Sì, qualcuno era liberista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso. Era come… due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il desiderio di vivere in autonomia col frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno.
Forse anche allora molti avevano aperto le braccia credendo di abbracciare una ricchezza infinita…come dei Mida ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due.
Da una parte l’uomo alienato che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il Re Mida senza neanche più il  tocco d’oro, perchè oramai tutto si è dissolto in una gigantesca bolla speculativa.
Due miserie in un corpo solo…

Tutti muratori col culo degli altri

Ieri ho sentito un dibattito di Donald Trump dove, incitato dalla folla, ha ribadito che manterrà la promessa di costruire il muro contro il Messico, ma ovviamente i costi non li farà pagare ai contribuenti americani ma al governo Messicano stesso.

Praticamente è come se Krushev nel 1960 avesse detto “Costruiremo un muro a Berlino Est per tutelarci dall’ingerenza dei capitalisti occidentali, ma lo faremo pagare ai capitalisti occidentali. Sono o non sono un genio migliore di Stalin?”

 

Il capro espiastorico

Ogni volta che ci si trova a discutere di un problema la tendenza generale non è riflettere su come risolverlo in quel momento ma pensare com’era prima che il problema non si risolvesse. E’ un esercizio intellettuale fastidioso e pericoloso, innanzitutto perché non si pongono più proposte su come risolvere il problema e perchè così facendo si rischia di fossilizzarsi in un utopica epoca storica dove certe cose non succedevano, quindi basta tornare allo status quo e il problema sparirà.

Credo che il fenomeno sia riconducibile alla teoria della “Fine della storia” di Fukuyama, secondo cui dopo il crollo del Muro di Berlino la storia abbia ormai esaurito il suo corso, pertanto l’unica scelta possibile non è andare avanti ma tornare indietro. Da notare però che Fukuyama è un intellettuale di destra organica feroce difensore del neoliberismo. Ed è particolarmente esilarante notare come questo pensiero sia stato introspettato per la maggior parte da coloro che per cultura e formazione (o semplicemente per sport) non hanno nulla a che fare col pensiero neoliberale. Basta a vedere ad esempio tutti quegli intellettuali “antisistema” che rimpiangono con nostalgia i bei tempi del mondo post 1989 in cui c’era la Gloriosa Unione Sovietica che grazie al solo fatto di esistere permetteva ai lavoratori occidentali di avere diritti e paghe remunerate. Non ci vuole un genio per notare l’immensa fallacia del ragionamento. Perchè nel momento in cui si sostiene che era solo grazie all’esistenza dell’URSS a est che i lavoratori ad ovest stavano bene, vuol dire che i partiti dei lavoratori occidentali si erano già allora piegati alla logica del “vincolo esterno”. Non vedo quale altro termine migliore per definire tale stato di cose. I partiti socialisti e comunisti occidentali avevano delegato tutta la loro esistenza e le loro proposte di miglioramento della società a un paese terzo, e nel far ciò si sono vincolati ad esso. Percorso diametralmente opposto fu invece percorso dai cinesi, che invece si disallinearono dall’URSS, prendendone tutti i vantaggi nel futuro successivo. Oltre a questo se ne possono fare molti altri. I neoborbonici e i meridionalisti hanno tirato su una narrazione storicista che farebbe risalire tutti i mali del sud al 1860 e all’Unità d’Italia. Secondo questi signori prima che Garibaldi irrompesse a Napoli il Regno delle Due Sicilie era un paradiso di civiltà e sviluppo economico, ma siccome sono entrati i cattivi rivoluzionari e piemontesi il sud è diventato irrimediabilmente povero e incivile ( e certo perché se la gente va in moto in quattro senza casco, c’è un’emergenza criminalità continua, la colpa è di quello che è accaduto 150 anni fa. E che dovrebbero dire quei fessi degli indiani che sono stati colonizzati per mezzo secolo dagli inglesi? Come mai non sono ridotti allo stato brado e anzi sono diventati una delle potenze più ricche del mondo? Che dire dei Giapponesi che dopo le bombe sono diventati il secondo paese più industrializzato del pianeta? Che dire della Corea del Nord che dopo essere stata in mano al Giappone insieme a quella del Sud adesso rompe il cazzo e minaccia il mondo con le armi atomiche?)

Tutta questa mentalità è foriera di danni inenarrabili, perchè produce un effetto di autoassoluzione e perenne instabilità. Questi signori non fanno altro che applicare uno schema storico lineare, secondo cui la storia è come una freccia scagliata da un arco verso il bersaglio (la loro felicità), ma per colpa di una folata di vento la freccia ha deviato percorso e quindi tutto ciò che erano convinti gli spettasse di diritto non l’avranno mai. Si ignora però un piccolo dettaglio: quella folata di vento non è frutto del caso o di qualche volontà superiore, ma è frutto dei loro stessi polmoni.

Dopo la guerra l’Italia divenne uno dei paesi più industrializzati d’Europa, con il miglior sistema scolastico d’Europa e una classe dirigente al netto degli scandali quantomeno accettabile. A un certo punto il bobolo, la ggggente decide che così non va bene più. Decide che Andreotti è un mafioso, che Craxi è un cinghiale, e Spadolini un maiale, e li caccia fuori dalla vita politica uno ad uno. Risultato? Oggi tutti rimpiangono i “bei tempi della I Repubblica”, ma questi bei tempi li avete voluti far finire

VOI

Dopo la I Repubblica arrivano Berlusconi e il bipolarismo. I post-comunisti e i post-fascisti, le due ideologie “condannate dalla storia ma assolte in tribunale” come scrisse Feltri, prima relegate all’opposizione (per ovvi motivi, non solo ideologici), divennero le potenze egemoni dei due nuovi schieramenti di centrodestra e centrosinistra, facendo carne di porco di tutto quello di buono che c’era nel paese. Arrivarono Berlusconi e il conflitto d’interessi, arrivarono Prodi e l’euro. E tutto questo è avvenuto perché lo avete voluto

VOI

Altro che Loggia P2 e/o Gruppo Bilderberg

Vent’anni dopo, vi eravate già stufati della II Repubblica e di Berlusconi, tanto avete fatto e tanto disfatto che B nel 2011 si dimette, arriva Monti salutato da Champagne e Cotillon come liberatore lui ve la mette in culo con le accise e l’IMU, ed è inutile che ve la prendiate con la Germania perché a voler mandare via Berlusconi eravate

VOI

Oggi tutti frignano e piagnucolano per il neoliberismo, la fine del finanziamento pubblico ai partiti come argine al predominio del privato sulla politica e tremano per il rischio presidenzialismo. Peccato che nel ’93 il 95% degli italiani votò un referendum per abolire il finanziamento pubblico, e il sistema elettorale maggioritario. Qui c’è poco da frignare perchè l’avete voluto

VOI

E quando il 95% di un popolo di adulti consenzienti vota in maniera così dichiarata per qualcosa non c’è massoneria che tenga. Assumetevi le vostre responsabilità, piuttosto, invece di piagnucolare pensando ai bei tempi andati.

I bei tempi andati. Mai più grande inganno poté creare la mente umana.I bei tempi andati non esistono affatto, se fossero davvero non avreste lavorato così scientemente per farli finire. Non avreste mandato via Andreotti perchè era gobbo, Spadolini perchè era grasso, e Craxi perchè era antipatico. Non avreste votato per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, non avreste votato Berlusconi e Prodi e non avreste mandato via Berlusconi. 2+2 fa quattro sempre, non quando lo decidete voi.

La tendenza in atto è molto semplice: non potendo immaginarsi un futuro, la gente si rifugia dietro le nostalgie del passato, ma così facendo da ragione a quel gran baciapile di Fukuyama, che può lodarsi coi suoi nipotini a Natale di essere riuscito a trovare tanti ammiratori tra i suoi detrattori.