Il politicamente corretto dell’antipoliticamente corretto

Ai primi albori di internet, Mike Goodwin elaborò un famoso teorema che non era altro che la formalizzazione della reductio ad Hitlerum nel linguaggio Usenet. In pratica, secondo Goodwin esiste una alta probabilità che nei dibattiti su internet qualcuno a un certo punto citerà Hitler, e in quel preciso istante il discorso terminerà per esaurimento di argomenti. Ma Goodwin non poteva prevedere che nel corso degli anni saremmo passati dalla Reductio ad Hitlerum alla Reductio ad Politiallycorrecterum(1).

Ogniqualvolta nelle pagine che discutono di politica si parla di un dato argomento o di una data persona, ecco che subito spunta qualcuno a tirare in ballo il “politically correct”. Chi ha vissuto dagli anni settanta ai giorni nostri molto probabilmente sa riconoscere il politically correct, gli altri invece devono e dovranno accontentarsi di riconoscere l’anti-politically correct. Sono entrambi due mostri bicefali, due facce della stessa medaglia che fingono di combattersi tra di loro ma alla fine hanno entrambi lo stesso obiettivo: rovinare la quiete della gente comune.

Prima di discuterne ancora dobbiamo capire cos’è il politically correct e cosa sia la sua maschera finto alternativa. Il politically correct nacque in America verso la fine degli anni ’60 ed era indirizzato a sostituire parole considerate razziste e pregiudiziali con parole un tantino più orecchiabili. Così il cieco non doveva più essere chiamato cieco ma non vedente, sordo non udente, negro-di colore, ecc…ecc…. E’ chiaro che una teoria del genere è inutile, perché non è di certo occultando o cambiando il significato delle parole che si migliorano le condizioni altrui, ma è altrettanto vero che molti rapaci hanno colto l’occasione per coprire le proprie puttanate andandosi a nascondere dietro questo anatema. Questo è l’atteggiamento tipico dell’antagonista di professione, ovvero di colui che nascondendosi dietro un ideale in realtà non fa che coltivare i propri interessi egoistici e personali. Il principale punto di forza dell’antagonista di professione è lo sdoganamento, ovvero assolutizzare un concetto verso l’avversario per ammutolirlo, con la conseguenza che la parola in questione viene svuotata di ogni contenuto. Come con Berlusconi che sdoganò la parola comunismo rivolgendolo a tutti quelli che lo criticavano, così fanno gli antipolitically correct di professione, sdoganano il termine svuotandolo del contenuto originale per zittirti, minacciarti, farti sentire uno stronzo.

L’aspetto più patetico di questi signori è che quando li guardi bene noti che amano sempre giocare al ruolo delle vittime, dissimulano, vogliono far credere che tu sei il censore quando in realtà i censori sono loro. Voi direte: “Ma anche i PC fanno così”. Appunto, e questa non è un’attenuante, ma un aggravante.

Proviamo a fare un esempio(2). Supponiamo un dialogo tra me e un PC prima e un APC dopo e vediamo le differenze tra i due:

IO: Secondo me ci sono troppi immigrati in Italia

PC: AAAAAAAHHH, RAZZISTA!!! FASCISTA!!!! VERGOGNATI!!!! SEI UN DENUNCIARE!!!!

IO: I rom sono zozzi e i Napoletani hanno un pessimo senso dell’educazione

PC: AAAAAAAHHHH RAZZISTA!!!! FASCISTA!!! VERGOGNATI!!! SEI DA DENUNCIA!!!

Ora proviamo un dialogo con un APC

IO: A me Trump non piace.

APC: AAAAAAHHH, POLITICAMENTE CORRETTO, CENSORE, FAI SCHIFO, BUONISTA, VERGOGNATI!!! TI QUERELO E TI LASCIO IN MUTANDE!!!!

Oppure:

IO: L’idea di permettere anche i minorenni di portare armi è ridicola e pericolosa:

APC: AAAAAAAAHHHH, POLITICAMENTE CORRETTO!!! CENSORE!!! FAI SCHIFO!!! BUONISTA!!! VERGOGNATI!!! TI QUERELO E TI LASCIO IN MUTANDE!!!!

Come vedete questi sono gli stessi identici effetti che si possono constatare nella legge di Goodwin, solo che qua invece di tirare in ballo Hitler si tira fuori il politicamente corretto. Ma la cosa paradossale è che questi signori sono più politicamente corretti dei politicamente corretti stessi, perché se il politicamente corretto è colui che ti censura se dai del negro a un negro, l’antipoliticamente corretto è colui che ti censura se vai contro il suo schema mentale preferito. E quindi, coglioni miei, mi spiegate che cazzo c’avete di speciale dagli altri?

Conclusioni.

L’antipolitically correct è la versione frocista (3) del politically correct, e va assolutamente fanculizzato con la stessa enfasi con cui si contesta il politically correct. Perché se mentre il politically correct tradizionale portato alle sue massime conseguenze di condurrebbe a un mondo pieno di vegani, lesbiche, LGTB il politically correct frocio(3-bis) ci porterà in una realtà piena di cannibali, stupratori, pazzi con la pistola liberi di sparare, nazistoidi e feccia varia.


( 1) Un’altra forma sofisticata di Reductio, poco analizzata, è la Reductio ad Orwellerum di cui avevo già parlato in questo articolo;

(2) Se non vi piace l’esempio personale, perché secondo il vostro avgvsto parere troppo fazioso, ve ne porto due pratici e reali. Due anni fa Avril Lavigne pubblicò il video di una canzone su Hello Kitty, e siccome c’erano ballerine cinesi che si muovevano come UFO Robot e Mazinga Z molti hanno accusato Avril di razzismo e di prendersi gioco degli stereotipi dei giapponesi. Mesi fa, all’uscita di Star Wars, grumi di troll paranazistoidi su twitter lanciarono una campagna di boicottaggio contro il film perché il protagonista era una ragazza*, il co-protagonista nero e il regista ebreo. Mi spiegate le differenze?

3 3-bis) Non ho usato a caso questi due termini non politicamente corretti perché rappresentano la realtà oggettiva. Se il PC è nato prima dell’APC come la prima famiglia primordiale, tenendo conto che Adamo ed Eva erano etero, i gay sono venuti per forza dopo. Così visto che l’APC è un PC dell’altra sponda, ed è anche nato dopo, è indubbiamente per natura frocio. E non potete contestarmi il termine, perché se lo fate mi date ragione sul vostro vero volto, care mascherine.

*)Non capisco cosa ci sia di male  che in un film la protagonista sia una donna, tra l’altro avvenente e combattiva. A me fin da ragazzo hanno sempre attizzato i personaggi femminili come Xena-La principessa guerriera, o Sheena – la regina della savana, mica dolce Candy candido fiore. Evidentemente agli APC piacciono i film coi cazzi duri, e zero fica.

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