Il populismo che non c’è

Quando domando a qualcuno cosa voglia dire democrazia ricevo come risposta un mucchio di definizioni diverse tra loro ma concordanti su un punto: in democrazia il cittadino è onnisciente. Egli sa tutto, capisce tutto e discerne qualunque cosa, ergo la sua opinione è sacra e inviolabile.

Chiediamoci però adesso cosa voglia dire populismo. Anche qui non esiste un significato univoco del termine, e questa aleatorietà del concetto lo rende spesso una facile etichetta da appioppare a chiunque non vada a genio , un po’ come quando i centrosocialari danno del fascista ad minchiam, o i libberisti del tea party danno del comunista politicamente corretto ad muzzum. Grossomodo, possiamo comunque ritenere populista quel soggetto che assume su di sè le istanze tipiche del volgo, e si propone come unico vero portavoce della gente. In Italia i partiti considerati populisti sono il M5S  e il tandem Lega Nord-Fratelli d’Italia. Il populismo dei 5stelle si differenzia però da quello della Lega dal fatto che esso segue come linea di pensiero la democrazia diretta e partecipata, mentre leghisti e altre forze minori seguono la riconquista della sovranità a livello costituzionale, sebbene quest’ultima sia una posizione assolutamente rispettabile quella dei grillini è sicuramente da un certo punto di vista rivoluzionaria e suggestiva. Peccato però che riservi alcune ambiguità. No, non mi riferisco alle notizie lette sui giornali, i direttori e 150.000 euro di caparra (cose molto discutibili, ma non sono l’argomento che voglio trattare), ma ad altri argomenti che vanno a colpire proprio le definizioni di democrazia e populismo.

Ora, capita spesso che quando sul web iniziano a nascere dibattiti tra gli opposti populisti (cioè tra grillini da una parte e leghisti-sovranisti-nazionalisti dall’altra) iniziano a sorgere repentini battibecchi sulla questione euro e Unione Europea. In particolare questo gruppo accusa i 5stelle di non parlare abbastanza della moneta unica e di non portare avanti proposte concrete per il recupero della sovranità nazionale. Ricordate il famoso referendum sull’euro? In effetti i grillini non ne parlano più. E ogni volta che vengono mosse queste accuse la maggior parte di loro ti danno risposte di questo tipo:

“Non parliamo molto di queste cose perché la gente dopo vent’anni di lobotomizzazione non capirebbe e noi potremmo perdere voti”

Ma come? Coloro che dovrebbero portare la democrazia diretta, trasformare il cittadino onnisciente non solo in un elettore ma anche in un eletto autonomo in grado di proporre direttamente progetti di legge anziché delegare come la vecchia e vetusta abitudine della democrazia rappresentativa non vogliono parlare troppo di euro e sovranità perché la ggente non capirebbe? Se le cose stanno così, allora il M5S non può essere considerato né populista né democratico. Non è democratico perché secondo tale ragionamento il cittadino non è da considerarsi onnisciente ma un povero scemotto condizionato dai media cui per il suo bene certe cose non vanno raccontate. Non si può nemmeno considerare populista, perché non vuole portare le istanze vicine al popolo  ma soltanto alcune di marginale importanza, guarda caso molto care ai tanto disprezzati media mainstream (la castacriccacorruzionedebitobruttoecceteraeccetera). Praticamente se fosse così il 5stelle non starebbe al pari dei Le Pen, Salvini o Farage ma andrebbe considerato addirittura più a destra di Monti e dei tecnocrati europei, che in quanto a paternalismo ed elitismo non hanno pari.

Annunci