FINOCCHI E MULLAH

 

Mi domando sempre di più se abbia ancora senso guardare una partita di calcio, visto che guardarla sarebbe come guardare una riunione tra cosche o una omelia da Gran Muftì che invoca quotidianamente la morte agli infedeli e la guerra santa.

Il caso Sarri e Mancini è andato oltre al tema che poneva, ormai non è solo una questione di rispetto o omofobia, ha contribuito a portare sotto gli occhi di tutti qualcosa che si sapeva ma che non diceva, ovvero che il calcio è una struttura parallela alla società, che vive di regole sue e di un proprio codice d’onore. Una onorata società insomma; un califfato libero, per dire, con l’unica differenza che mentre l’ISIS ha un leader dichiarato nel calcio ci sono tanti piccoli califfi che prendono le redini del potere in base alle condizioni del momento. Il problema è che le regole di questa “onorata società” vanno contro le stesse regole non solo giuridiche ma anche civiche dello Stato Italiano, e questo non è un dato di poco conto.

In tutta questa faccenda io non vedo in Sarri un colpevole e Mancini una vittima, si vedono però due colpevoli:

  • I TIFOSI
  • I PRESIDENTI

Partiamo dai primi. Come prevedibile dopo la polemica si sono create due opposte fazioni, quelli che stavano con Mancini e quelli che stavano contro Mancini. Badate bene, ho scritto “contro Mancini” e no “pro-Sarri” apposta, perché anche se si fosse chiamato Rossi o Bianchi poco cambiava, il problema per loro è il comportamento da “ipocrita traditore” di Mancini.

Per difendere le proprie posizioni hanno portato in maniera compulsiva una serie di flame argomentativi, che adesso andremo a smontare.

Mancini ha fatto lo spione

Argomentazione alquanto fallace visto che “lo spione” o la “spia” sono persone che spifferano in pubblico situazioni cui sono stati testimoni terzi, no vittime in prima persona. Prendiamo una comitiva di amici composta da Gino, Michele, Peppino e Gertrude. Gertrude è fidanzata con Michele, mentre Gino e Peppino sono single. Immaginiamo che un giorno Gino scopre per puro caso che Gertrude fa le corna a Michele portandosi a letto Peppino. Gino allora va da Michele e li racconta il fatto. Michele si incazza, spacca il muso a Peppino e molla Getrude.

In questo caso, Gino si è tecnicamente comportato da spia, perché è stato testimone di un fatto che non lo riguardava in prima persona, e lo ha raccontato al diretto interessato. E’ opinabile il comportamento di Gino? Dal punto di vista di Peppino e Gertrude sì, di Michele no.

Prendiamo però che è stato Michele a scoprire da solo che Gertrude lo tradisce e decide di mollarla e di andarlo a raccontare a Gino. Michele è una spia? No. Il suo racconto è stato semplicemente uno sfogo. Lui è la vittima, e ha il diritto di confidarsi e dare della zoccola alla sua ex con chi più gli pare e piace.

 

Mancini è un’ipocrita, perché venti anni fa ha dato del frocio a un giornalista

Anch’io venti anni fa ho rubato un panino al mio compagno di classe quando andavo alle elementari, ma questo non significa che qualcuno oggi è autorizzato a rubarmi la macchina. Tra l’altro questo livello di argomentazione spiega meglio di qualunque analisi sociologica come il calcio in Italia sia inteso come la Sharia in Arabia Saudita. La tradizione impone di rispettare il Corano, la donna non può indossare abiti diversi dal Burka perché se lo fa poi non si lamenti se viene sodomizzata da quattro beduini con la bava alla bocca, ecc….ecc…. Il calcio è una società tradizionale quindi nulla può cambiare o progredire, e chi dimostra di esser progredito non è degno di questo mondo.

Queste cose succedono nei campi di calcio, si vedono perfino nelle partite tra i pulcini, inoltre a Napoli i tifosi di fuori ci cantano “Napoli Colera” e fanno buuuu buuuu ogni volta che ci incontriamo

La prima parte non è un’attenuante ma un aggravante, visto che vedere scene di insulto e polemiche anche nelle partite tra bambini non è di certo un bel divenire; ma d’altronde in Africa si fa largo uso dei bambini soldato, quindi perché lamentarsi? Non fare l’ipocrita perché c’è sempre qualcuno che sta peggio di te.

Inoltre ha poco da lamentarti per i cori razzisti se tu sei il primo a dire che nel calcio funziona in un certo modo. Mi vengono in mente quegli episodi di violenza per le strade dove una turista rimane stuprata o un a un tizio qualunque gli fregano l’orologio. Nessuno da la colpa al ladro/stupratore, si dà subito la colpa alla vittima perché “se l’è andata a cercare”. E questo perché? Perché in una società che si dota di regole ingrate a favore dei prepotenti non si potrà che ragionare ad minchiam, e i ragionamenti ad minchiam porteranno a una vita di merda.

Se tu ammetti sommessamente che bisogna accettare gli insulti dovrai attenderti che qualcuno si adeguerà al tuo livello o meglio ancora ti surclasserà.

Se tu ammetti che è lecito insultare e dare del gay, mammola, cazzone, ecc…ecc… non lamentarti se qualcuno riterrà lecito augurarti di morire sotto le ceneri del Vesuvio.

Se tu ammetti che è lecito che gli ultras possono spaccare i seggiolini o fare bordello con spranghe e fumogeni, non lamentarti se la sbirraglia riterrà lecito chiuderti in uno stanzino e spaccarti i denti a colpi di manganello.

 

Capitolo presidenti. Su questo punto non c’è molto da dire, visto che le discussioni poste da questi ultimi non sono molto diverse da quelle fatte dai tifosi, l’unica differenza è il tono più pacato ed istituzionale.

Però, andrebbe ricordato a voi, cari capi tribù ehm… presidenti di calcio, che se anche voi ritenete che il calcio sia da considerare una terra di mezzo è inutile che poi andate a piangere dallo Stato quando vi ritrovate perforati dai debiti o perché per colpa della burocrazia non potete realizzare il vostro sogno di aprire il nuovo megacomplessone per ospitare la vostra squadretta.

Se il calcio vive di regole proprie e parallele a quelle del conviver civile non può pretendere che le istituzioni pubbliche si adeguino ad esso. Perché anche la burocrazia vive di sue regole e quello che succede dentro gli uffici comunali deve restare dentro gli uffici comunali. E non fate i moralisti!

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