Cari grilletti

O cari grilletti che giustificate l’esclusione di Iacoboni dalla convention di Ivrea, dite un po’. Ma se Berlusconi avesse impedito a Travaglio o a Gomez o a Padellaro, ecc…ecc…. di partecipare a una convention del PDL, voi cosa avreste detto?

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Non posso che condividere

Naturalmente mi aspetto che arriverà la solita tempesta di merda per aver condiviso questo post, ma che ci posso fare io se mi trovo d’accordo pure sulle virgole?

Dalla pagina fb di Rick Du Fer:

Colui che si astiene dal voto è oggi visto dal mondo politico così come l’ateo è visto dal mondo religioso.

Non solo si vive l’atto elettorale con la medesima sacralità con la quale si vive una cerimonia religiosa, ma nei confronti di colui che liberamente si sottrae a quella cerimonia si scatenano le ire di tutte le parti: quelle oneste e quelle meno oneste, quelle convinte e quelle meno convinte, quelle moderate e quelle estremiste. Nonostante la scelta di non credere in dio sia totalmente legittima e ragionevole, così come quella di non prendere parte al gioco elettorale lo è, quegli altri gridano all’irragionevolezza, al fatto che è impossibile e odioso pensarla a quel modo, che è un attentato contro la società, la collettività, la pace. Così come i religiosi affermano che “con un ateo non ci puoi costruire una società”, allo stesso modo gli elettori dicono che “con chi si astiene non puoi costruirci una comunità”, anche se ciò non è vero dal momento che sono molti i cittadini estremamente attivi democraticamente che però decidono di astenersi dal voto.

Ma c’è di più.
Coloro che si scagliano contro la scelta di non credere in dio o di sottrarsi alle elezioni, di fatto preparano il terreno per individuare un nemico comune nel momento in cui il loro progetto fallisse. Così come nei secoli, ogni disastro prodotto dalle religioni (come guerre, epurazioni, smottamenti civili) è stato additato come il frutto di chi non credeva, degli atei disfattisti, di coloro che si erano messi da parte nella bagarre. La colpa è sempre di chi non ha preso parte al gioco, questo è ciò che afferma la vulgata di chi ha preso parte al gioco (ed è incredibile quanto questa Echo Chamber sia vasta e solida). Allo stesso modo, quando il risultato delle elezioni sfocerà com’è probabile nella manifestazione di un immobilismo deleterio o di un estremismo altrettanto deleterio, la colpa sarà di chi non ha votato, di chi non si è preso le sue responsabilità, di chi si è sottratto a questo gioco. E così, quando ci si accorge che le mafie sono dentro alle istituzioni, la colpa non è di chi ha votato candidati affiliati alla mafia, ma di chi non votando ha favorito fantomatiche proporzioni elettorali completamente insensate. E quando ci si accorge che il Parlamento è fermo come un cammello in autostrada, la colpa è di chi non avendo scelto ha favorito (non si sa bene come) quello stesso immobilismo. Assurdo.

Qualsiasi cosa legittimamente scegliate, così come qualsiasi cosa in cui legittimamente crediate, prendetevi la responsabilità della VOSTRA decisione, senza andare a scegliervi il nemico-fantoccio più facile, che vi faccia sentire vicini a coloro che, pur nella differenza di prospettive, hanno compiuto la vostra stessa scelta. Non usate chi legittimamente non crede / non vota per lavarvi di dosso la responsabilità che il voto porta con sé. Altrimenti saremo sempre da capo.

 

E’ ufficiale: il fallacesimo intellettuale funziona

Vi ricordate le menate che facevano tanti sociologi, intellettuali e filosofi su certi metodi divulgativi alla Burioni? Ecco, sono stati smentiti (e non è che ci volesse molto a capire che fossero tutte supposizioni basate su castelli di carta. Bastava porsi una domanda: ma se la maggioranza è silenziosa, come fate a sapere cosa pensa?)

Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/12/21/news/vaccini_pro_vax_vincono_contro_no_vax_8_post_su_10_sono_a_favore-184814455/

Vaccini, sui social pro vax battono no vax: 8 post su 10 sono a favore

La ricerca di ‘Voices from the blogs’, spinoff dell’Università degli Studi di Milano. A giocare un ruolo importante influencer come il virologo Roberto Burioni e la campionessa Bebe Vio

Pro vax battono no vax 80 a 20 sul web. Nell’acceso dibattito pro o contro i vaccini che si è scatenato negli ultimi mesi anche su internet, la comunità di chi è favorevole ai vaccini, pur essendo numericamente simile come presenza sui social, raccoglie un consenso decisamente superiore rispetto ai no vax: 80% contro il 20%.

I dati sono contenuti nell’indagine condotta da ‘Voices from the blogs’, spinoff dell’Università degli Studi di MIlano, che ha analizzato 530mila commenti pubblicati da circa 60mila utenti su Twitter e Facebook nell’arco di un anno e mezzo (tra settembre 2015 e marzo 2017). La differenza sostanziale tra le due comunità che risultano essere estremamente polarizzate, sta nel fatto che i contrari ai vaccini risultano essere poco capaci di attrarre condivisioni: “Abbiamo osservato che gli antivaccinisti e scettici sono molto chiusi e autoreferenziali: c’è un ampio interscambio interno, ma non spostano le opinioni di chi non è già schierato. Tanto che i sentimenti anti-vaccino si fermano al 20% su Twitter e al 30% su Facebook”, spiega Andrea Ceron del Dipartimento di scienze sociali e politiche della Statale, coordinatore della ricerca.

Dall’altro lato i gruppi favorevoli alle vaccinazioni, che fanno riferimento alle istituzioni sanitarie e ad alcuni influencer come la sportiva Bebe Vio, generano pensieri e commenti positivi che arrivano all’80% su Twitter e al 72% su Facebook. Basti pensare al virologo Roberto Burioni, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, diventato una vera star del web con la missione social di condividere i dati della scienza a vantaggio dei vaccini, convinto del ruolo cruciale della rete. “Per un virologo è paradossale diventare ‘virale’ su Facebook” aveva scherzato Burioni nel 2016 quando aveva realizzato di essere diventato un influencer.

Gli interscambi fra comunità esistono, rilevano gli autori della ricerca, ma gli antivaccinisti si confermano meno capaci di generare risposte: i media generalisti sono la comunità più citata dai no-vax, ma gli utenti di questo gruppo entrano in contatto con gli antivaccinisti solo una volta ogni tre citazioni ricevute. Una delle comunità più aperte risulta quella di Bebe Vio, atleta paralimpica, testimonial pro-vaccini e protagonista della campagna ‘Win for Meningitis’: il 40% degli account nella sua comunità è coinvolto nella Rete solo grazie a lei.

“Questo – evidenzia Ceron – indica che influencer come Bebe Vio e Roberto Burioni attraggono nelle discussioni anche persone che altrimenti sarebbero rimaste in silenzio e invece decidono di dire la loro vedendo rispecchiate le proprie convinzioni nelle parole di un personaggio per il quale c’è un forte coinvolgimento emotivo o che ritengono competente. I dati possono essere interpretati sottolineando che la maggioranza della popolazione online è pro-vaccini. Si tratta di una maggioranza silenziosa, che spesso viene stimolata in positivo proprio dagli influencer, ma che reagisce anche a eventi come l’epidemia di meningite in Toscana che scatena paura e ansia producendo una ulteriore crescita di opinioni pro-vaccino”.